Tropico del cancro – Henry Miller

Incipit Tropico del cancro

Abito a villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto. Siamo soli, e siamo morti.
Ieri sera Boris si è accorto di avere i pidocchi. Gli ho dovuto radere le ascelle, ma il prurito non ha smesso. Come si fa a prendere i pidocchi in un posto bello come questo? Ma non pensiamoci. Non ci saremo mai conosciuti così intimamente, Boris e io, se non fosse stato per i pidocchi.

Incipit tratto da:
Titolo: Tropico del Cancro
Autore: Henry Miller
Traduzione: Luciano Bianciardi
Titolo originale: Tropic of Cancer
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Henry Miller

Copertine di Tropico del cancro di Henry Miller

Incipit Tropic of Cancer

I am living at the Villa Borghese. There is not a crumb of dirt anywhere, nor a chair misplaced. We are all alone here and we are dead.
Last night Boris discovered that he was lousy. I had to shave his armpits and even then the itching did not stop. How can one get lousy in a beautiful place like this? But no matter. We might never have known each other so intimately, Boris and I , had it not been for the lice.

Incipit tratto da:
Title: Tropic of Cancer
Author: Henry Miller
Language: English
Quarta Copertina \ Trama

Apparso nel 1934 a Parigi, pubblicato da una piccola casa editrice, Tropico del Cancro conquistò subito notorietà più per i suoi presunti contenuti pornografici ch per il suo straordinario e innovativo valore letterario. Proibito per oscenità in tutti paesi anglosassoni, il libro divenne ben presto uno dei più ambiti souvenir di viaggio di turisti inglesi e americani che lo importavano di contrabbando. Questa fama scabrosa non impedì però a lettori della statura di T.S. Eliot, Aldous Huxley, John Dos Passos e Ezra Pound di lodarlo e di avvertire la sconcertante modernità. Romanzo in prima persona, o meglio vera e propria autobiografia con il ritmo narrativo di un romanzo,  l’opera racconta, con linguaggio fluidamente realistico, la vita e le imprese dell’autore e dei suoi amici, aspiranti artisti, nei quartieri poveri della Parigi degli anni ’30. Una storia piena di alberghi modesti, di stanze infestate da cimici, di risse e sbornie ricorrenti, di emigrati, di truffe e di prestiboli, ma soprattutto un’avventura umana di straordinario spessore, un simbolico viaggio lontano da tutte le convenzioni, alla scoperta della propria identità.
(Ed. Mondadori; Oscar)

Cronologia opere Henry Miller