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Tutti i morti hanno la stessa pelle – Boris Vian

Incipit Tutti i morti hanno la stessa pelle

Non c’erano molti clienti, quella sera, e l’orchestra suonava moscio, come sempre in quei casi. Per me faceva lo stesso. Meno ne venivano, meglio era. Avere tutte le sere una mezza dozzina di tipi da sbatter fuori più o meno elegantemente, alla lunga finiva per diventare faticoso. All’inizio, mi piaceva.
Mi piaceva: godevo a riempirli di botte, quei porconi. Ma dopo cinque anni di quello sport cominciavo ad averne abbastanza. Cinque anni passati senza che nessuno sospettasse, dico nessuno, che un sangue misto, un uomo di colore, gli spaccasse la faccia tutte le sere. Sì, all’inizio m’eccitava. E le donne, quelle schifezze piene di whisky. Le schiaffavo in macchina con i loro stracci e le budella piene d’alcool. Tutte le sere, tutte le settimane. Per cinque anni.
Nick mi pagava molto bene per quel lavoro, perché ero di bella presenza e sapevo dargli il benservito senza storie e senza scandali. Mi facevo cento dollari a settimana.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Tutti i morti hanno la stessa pelle
  • Autore: Boris Vian
  • Traduzione: Giulia Colace
  • Titolo originale: Les morts ont tous la même peau
  • Casa editrice: Marcos y Marcos
  • Bibliografia Boris Vian

Tutti i morti hanno la stessa pelle - Boris Vian

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