Tutti i nomi – José Saramago

Sopra la cornice della porta c’è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto

Incipit Tutti i nomi

Sopra la cornice della porta c’è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto. Su sfondo bianco, le lettere nere annunciano Conservatoria Generale dell’Anagrafe. Lo smalto è crepato e sbrecciato in alcuni punti. La porta è antica, l’ultimo strato di vernice marrone si sta scrostando, le venature del legno, visibili, ricordano una pelle striata. Ci sono cinque finestre sulla facciata. Appena si varca la soglia, si sente l’odore della carta vecchia. Certo è che non passa giorno senza che in Conservatoria entrino incartamenti nuovi, degli individui di sesso maschile e di sesso femminile che fuori continuano a nascere, ma l’odore non cambia mai, in primo luogo perché il destino di ogni foglio nuovo, subito dopo l’uscita dalla fabbrica, è quello di cominciare a invecchiare, in secondo luogo perché, di solito più spesso sui fogli vecchi, ma tante volte su quelli nuovi, non passa giorno che non si scrivano cause di decessi e relativi luoghi e date, ciascuno apportando i propri particolari odori, non sempre offensivi per le mucose olfattive, come dimostrano certi effluvi aromatici che di tanto in tanto, impercettibilmente, attraversano l’atmosfera della Conservatoria Generale e che i nasi più fini identificano come un profumo composto metà di rosa e metà di crisantemo.

Incipit tratto da:
Titolo: Tutti i nomi
Autore: José Saramago
Traduzione: Rita Desti
Titolo originale: Todos os Nomes
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia José Saramago

Copertine di Tutti i nomi di Josè Saramago
Quarta copertina / Trama

Il Signor José — l’unico personaggio cui Saramago dà un nome proprio in questo suo romanzo di «nomi» — è scritturale ausiliario presso la Conservatoria Generale dell’Anagrafe di una non ben identificata città: piranesiana struttura ove si ammassano gli incartamenti relativi a chi nasce accanto a quelli di coloro che non sono più in vita. E qui il nostro eroe, modesto impiegato tutto dedito al lavoro e al rispetto delle gerarchie, ha come unica distrazione il collezionismo di notizie, ritagli di giornale, fotografie, o quant’altro, di persone famose. Ma un giorno, tanto casualmente quanto inspiegabilmente, viene attratto dai dati relativi a una sconosciuta. Ed è una sorta di colpo di fulmine. Messe da parte le altre ricerche, tutta la sua attenzione viene ossessivamente come risucchiata da questa donna senza volto; dapprima insegue, senza darsene una ragione, «nel labirinto confuso della sua testa senza metafisica la traccia dei motivi che l’avevano portato a copiare il modulo della donna sconosciuta», ma poi si arrende, e inizia la caccia. Come una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde il mite scritturale si trasforma, fuori dall’orario di ufficio, in contraffattore di documenti, in ladro di pagelle: mente, falsifica, ruba… E passa notti insonni cercando informazioni durante le sue illegali incursioni tra gli immensi, polverosi, bui e terrorizzanti schedari dei vivi e dei morti della Conservatoria, in una terribile ricerca lungo quell’impercettibile confine che separa la vita dalla morte.
Dopo il grandioso affresco apocalittico di un mondo sprofondato nella più totale Cecità, Saramago propone un’altra apocalisse, ma questa volta ridotta all’essenziale: qui, infatti, il reale perde apparentemente i suoi confini, mentre la psiche e suoi meccanismi acquistano dimensioni di realtà, sia pure soltanto nella mente del Signor José.
(Ed. Einaudi)

Cronologia opere José Saramago