Un tipo tranquillo – Marco Vichi

Incipit Un tipo tranquillo

«Amore? Ti sei addormentato?»
Mario aprì gli occhi, allungò una mano e abbassò la musica. Si mise a fissare la porta, un po’ irritato, e sentì bussare di nuovo.
«Cosa c’è?»
«Sono le otto e mezzo…»
«Arrivo.»
«Ho già buttato la pasta.» Sua moglie aveva sempre quel tono gentile, da trentasette anni. Quella sera, per la prima volta, la sua gentilezza lo infastidiva.

Incipit tratto da:

Un tipo tranquillo - Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama
Una vita normale, quella del ragionier Mario Rossi, contabile in una ditta di imballaggi a Scandicci. Un’esistenza tranquilla, scandita dal tran tran quotidiano, una moglie, due figli, le domeniche in collina o al cinema se piove. Un tran tran che l’ha portato, quasi senza accorgersene, a sessantatré anni, alle soglie della pensione. Eppure, negli ultimi giorni, qualcosa sembra tormentarlo, un’insoddisfazione di fondo, un malumore che nemmeno lui sa spiegarsi, una specie di rabbia, di rivalsa contro il mondo. Ma poi, un venerdì sera qualsiasi, un evento tragico sembra aprire a Mario tutte le porte rimaste chiuse, tutte le meravigliose possibilità prima solo intuite e vagheggiate. E la sua mente si affolla di fantasie, mescolate a episodi dell’infanzia lontana, sempre più pericolosamente vicino a quel labile confine che separa il malessere dall’orrore. Dall’autore del commissario Bordelli, la storia «nera» di un uomo come tanti, desideroso di indipendenza ma condannato a non viverla.
(Ed.Guanda; Narratori della Fenice)

Bibliografia Marco Vichi