L’ultimo copione di John Pellam – Jeffery Deaver

Salì i gradini.

Incipit L’ultimo copione di John Pellam

Salì i gradini. Calpestò con gli stivali la passatoia a fiori bordeaux e, nei punti in cui era logora, le consunte assi di rovere.
La tromba delle scale non era illuminata. In quartieri del genere non facevano in tempo a sostituire le lampadine al soffitto e nelle insegne delle uscite di sicurezza che venivano subito rubate.
John Pellam alzò la testa, tentò di identificare l’odore che sentiva nell’aria. Non ci riuscì. Sapeva solo che lo rendeva inquieto e nervoso.
Giunse al pianerottolo del primo piano e attaccò un’altra rampa.
Doveva essere la decima volta che entrava in quello stabile, ma continuava a cogliere particolari che prima gli erano sfuggiti. Quella sera notò una vetrata colorata raffigurante un colibrì che si librava sopra un fiore giallo. Che cosa ci faceva quell’elegante vetrata in un vecchio caseggiato popolare di una delle zone più malfamate di New York? E quel colibrì?
Udì un rumore di passi strascicati sopra di lui. Alzò la testa. Credeva di essere solo.
Un tonfo, qualcosa che cadeva a terra. Un sospiro.
Quei suoni lo allarmarono, come la puzza indefinibile.

Incipit tratto da:
Titolo: L’ultimo copione di John Pellam
Autore: Jeffery Deaver
Traduzione: Cristiana Astori
Titolo originale: Hell’s Kitchen
Casa editrice: Superpocket

Bibliografia Jeffery Deaver

Copertine di L'ultimo copione di John Pellam di Jeffery Deaver

Incipit Hell’s Kitchen

He climbed the stairs, his boots falling heavily on burgundy floral carpet and, where it was threadbare, on the scarred oak beneath.
The stairwell was unlit; in neighborhoods like this one the bulbs were stolen from the ceiling sockets and the emergency exit signs as soon as they were replaced.
John Pellam lifted his head, tried to place a curious smell. He couldn’t. Knew only that it left him feeling unsettled, edgy.
Second floor, the landing, starting up another flight.
This was maybe his tenth time to the old tenement but he was still finding details that had eluded him on prior visits. Tonight what caught his eye was a stained-glass valance depicting a hummingbird hovering over a yellow flower.
In a hundred-year-old tenement, in one of the roughest parts of New York City. …Why beautiful stained glass? And why a hummingbird?
A shuffle of feet sounded above him and he glanced up. He’d thought he was alone. Something fell, a soft thud. A sigh.
Like the undefinable smell, the sounds left him uneasy.

Incipit tratto da:
Title: Hell’s Kitchen
Author: Jeffery Deaver
Publisher: Pocket Books
Language: English
Quarta di copertina / Trama

La prima cosa che devi sapere su Hell’s Kitchen è che chiunque può ammazzarti, per un motivo o per l’altro.È un dato di fatto.Allora come puoi fare per sopravvivere?Be’, facendo in modo che ucciderti diventi una cosa complicata.Ogni quartiere di New York ha la sua storia; quella che John Pellam scopre a Hell’s Kitchen – la “Cucina dell’Inferno”- nasconde segreti torbidi. Il location scout di Hollywood ed ex stuntman è a Manhattan per girare un film documentario su quel sobborgo degradato, covo di gang violente e affari loschi. Ha trovato in Ettie Washington, ex cantante jazz, la memoria storica del luogo. Sta andando da lei, una sera, per raccogliere altri aneddoti, quando il fatiscente palazzo, dove l’anziana donna abita, va a fuoco. Aggrediti da una nube di esalazioni bollenti, i due si salvano per miracolo. Chi ha appiccato l’incendio?Qualcuno che vuole lasciare sepolto il passato? In breve, altri edifici e vite umane vanno in fiamme. John comincia a ficcare il naso in giro, batte vicoli pericolosi, alla ricerca del piromane che vende i suoi servizi al miglior offerente. Non si rende conto che le sue indagini stanno scoperchiando troppe pentole. Non sa che qualcuno lo segue come un’ombra. Ignora che i fuochi sono solo il fiammeggiante preludio al capolavoro finale dell’incendiario…
(Ed. Superpocket; Bestthriller)

Cronologia opere Jeffery Deaver