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L’ultimo dei Neuroni – Andrea G. Pinketts

Incipit L’ultimo dei Neuroni

Arrivo tardi: sono l’Ultimo dei Neuroni. L’ultimo ad arrivare a una festa perché è inelegante presentarsi a una cena quando la padrona di casa non ha ancora finito di spignattare il commestibile o di truccarsi come una bella di giorno. In versione serale. Per rendersi più appetibile.
No io arrivo tardi, quando quei barbari dalle giacche blu si sono già spazzolati tutto il buffet e la donna bianca, che ha ecceduto con l’acqua di fuoco non vede l’ora di farsi definitivamente sbavare via il rossetto da un buon selvaggio.
Arrivo tardi, nella speranza che il genocidio di quelli della mia razza sia già stato consumato dagli ospiti della cena e nessuno avverta la necessità di farmi la festa.

Incipit tratto da:

L’ultimo dei Neuroni - Andrea G. Pinketts

Quarta di copertina / Trama
Un ardito progetto anima Andrea G. Pinketts – secondo Fernanda Pivano l’unico cowboy metropolitano della letteratura: fare giustizia. L’impresa è apparentemente impossibile in quanto i suoi neuroni sono in estinzione, schiacciati dalla civiltà dei bianchi. La stessa tragica sorte è toccata alla tribù indiana (in realtà un popolo, una nazione) degli Uroni. Ma attenzione! Neuroni e Uroni si riuniscono intorno al fuoco. Accomunati dal terrore e dalla consapevolezza dell’imminente sterminio. Intorno al fuoco, ribadisco, si raccontano storie inenarrabili. Storie mentali anziché seghe. Il delitto diventa diletto. Il resto è lo spettacolo di un Far West personalissimo e in realtà non molto lontano. L’Ultimo dei Neuroni è un romanzo di frontiera. Il confine sul quale si incontrano Neuroni e Uroni, indiani e cowboy, buoni e cattivi. Scoprendo di avere delle cose in comune. Racconti di un West dell’anima.
(Ed. Mondadori)

Bibliografia Andrea G. Pinketts

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