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L’uomo dei cerchi azzurri – Fred Vargas

Incipit L’uomo dei cerchi azzurri

Mathilde tirò fuori l’agenda e scrisse: “II tizio seduto alla mia sinistra mi prende per i fondelli”.
Bevve un sorso di birra e lanciò un’altra occhiata al vicino, un tizio immenso che da dieci minuti tamburellava con le dita sul tavolo.
Aggiunse sull’agenda: “Si è seduto troppo vicino, come se ci conoscessimo, invece io non l’ho mai visto. Sono sicura che non l’ho mai visto. Non c’è molto altro da dire su questo tizio che porta un paio di occhiali neri. Sono seduta all’aperto al Café Saint-Jacques e ho ordinato una birra alla spina. La bevo. Mi concentro sulla birra. Non trovo niente di meglio da fare”.
Il vicino di Mathilde continuava a tamburellare sul tavolo.

Incipit tratto da:

  • Titolo: L’uomo dei cerchi azzurri
  • Autrice: Fred Vargas
  • Traduzione: Yasmina Melaouah
  • Titolo originale: L’Homme aux cercles bleus
  • Casa editrice: Einaudi
  • Bibliografia Fred Vargas

L’uomo dei cerchi azzurri di Fred Vargas

L’Homme Aux Cercles Bleus «»

Mathilde sortit son agenda et nota : «Le type qui est assis à ma gauche se fout de ma gueule. »
Elle but une gorgée de bière et jeta un nouveau coup d’oeil a son voisin, un type immense qui pianotait sur la table depuis dix minutes.
Elle ajouta sur son agenda : « Il s’est assis trop près de moi, comme si 1’on se connaissait alors que je ne l’ai jamais vu. Certaine que je ne l’ai jamais vu. On ne peut pas raconter grand—chose d’autre sur ce type qui a des lunettes noires. Je suis à la terrasse du Café Suint-Jacques et j’ai commandé un demi—pression. Je le bois.
Je me concentre bière sur cette bière. Je ne vois rien de mieux à faire. »

Incipit tratto da:

  • Titre: L’Homme aux cercles bleus
  • Auteur: Fred Vargas
  • Editeur: Viviane Hamy
  • Langue: Français

Quarta di copertina / Trama
«Victor, malasorte, il domani è alle porte».
È la frase che delizia i parigini. Compare da quattro mesi intorno ai misteriosi cerchi azzurri tracciati col gesso di notte sui marciapiedi. In mezzo al cerchio, un tappo di birra, una chiazza di vomito, un accendino, una cacca di cane…
Giornalisti e psichiatri discettano. Adamsberg pensa invece che non ci sia proprio niente da ridere. Lui lo sa, lo sente, che nei cerchi c’è crudeltà. E aspetta. Che in mezzo al cerchio azzurro compaia il primo cadavere.
Il lettore non ancora abituato ai metodi di Jean-Baptiste Adamsberg ha l’occasione di provare lo stesso stupore che dovettero provare gli investigatori del commissariato del quinto arrondissement di Parigi quando videro arrivare quest’uomo venuto non si sa da dove, forse bello forse no, piccolino, vestito malissimo, che scarabocchia sempre qualche disegno invece di prendere appunti. Solo la fama dei casi risolti finora salva Adamsberg dal dileggio, quando i suoi uomini si accorgono che passa il tempo a prendere sul serio la cosa piú futile che accade a Parigi. I cerchi azzurri. Per il lettore che ama già Adamsberg c’è il pieno rivelarsi del suo fertile antagonismo con Danglard, il cartesiano che non disdegna l’alcol: e vediamo comparire anche la bella Camille… Mentre la crudeltà percepita dal commissario si svela implacabilmente, e la profondità del male di cui è capace un essere umano lascia incredulo lo stesso Adamsberg.
(Ed. Einaudi; Stile libero BIG)

Bibliografia Fred Vargas

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