La vendetta – Marco Vichi

Incipit La vendetta

Rocco si grattava la pancia, vicino all’ombelico, si grattava fino a farsi quasi uscire il sangue. Pulci delle più affamate. Abbassò gli occhi e si guardò le scarpe. C’era più vento là dentro che tra le gambe di una puttana. Tossì forte. Da qualche parte dentro di lui qualcosa stava marcendo, lo sentiva dall’odore che gli saliva in bocca, acido e dolciastro come la pelle dei morti. A volte gli sembrava di aver perso il cervello. Il mondo era diviso in due, in alto la bellezza e in basso l’immondizia. Lui viveva nell’immondizia. E chi vive così alla fine perde il cervello, diventa un’ombra sporca in questa porca vita. Rocco lo sapeva bene, ma che poteva farci. Non sempre si poteva cambiare il proprio destino. Lui a dire il vero lo aveva cambiato, ma in peggio. Secoli fa aveva tutto e adesso non aveva più niente, a parte qualche dente per masticare alla meglio quello che trovava nella spazzatura.

Incipit tratto da:

La vendetta.Marco Vichi

Quarta di copertina / Trama
Rocco trascina la sua misera esistenza sotto i ponti lungo l’Arno. Un’esistenza fatta di vino a poco prezzo, miseria e cartoni nei quali avvolgersi quando scende la sera, per difendersi da un freddo che è prima di tutto dentro di lui. C’è stato un tempo, prima della seconda guerra mondiale, in cui Rocco è stato un ragazzo felice, con un lavoro, un amico fidato, Rodolfo, e una donna amatissima, Anita. Ma poi tutto è crollato: Rodolfo con l’inganno gli ha portato via Anita, che è finita a fare la prostituta a Torino, dove ha trovato una morte orribile. E la guerra ha spazzato via tutto. Ma adesso Rodolfo è tornato, e per Rocco è il momento di ottenere vendetta.
(Ed. Guanda; Narratori della Fenice)

Bibliografia Marco Vichi