Per voce sola – Susanna Tamaro

Incipit Per voce sola

Caro diario, di nuovo lunedì. Oggi è la prima vera giornata d’autunno: c’è vento e le foglie, finalmente gialle, volteggiano in aria. Per il calendario sarebbe già dovuto iniziare da molto ma con questi buchi nell’atmosfera, ormai, non si può essere certi di niente, neanche della regolarità delle stagioni. Chissà come sarà il futuro!? Ogni tanto me lo chiedo. Penso alla piccola Dorrie, naturalmente, non a me e a Jeff. A proposito, oggi sono sei anni esatti che sta insieme a noi. Non me ne sono ricordata io ma la mia assistente della casa editrice. Al bar ha voluto a tutti i costi farmi bere un bicchiere di vino frizzante. Solo quando lo ha alzato dicendo: “Al vostro piccolo cucciolo!” ho capito. Già,
l’anniversario! Una specie di secondo compleanno. Il giorno in cui è nata e il giorno in cui l’abbiamo adottata. Ricordo perfettamente l’emozione mia e di Jeff. Non si sapeva quand’era nata, né dove. Era stata una guardia notturna a trovarla in un bidone della spazzatura. Era bianca, forse di origine ispanica. Nera o gialla sarebbe andata comunque bene. Dal momento in cui la nostra impossibilità di avere figli era stata accertata non avevamo desiderato altro. Appena usciti dall’istituto, Jeff, stringendola tra le braccia ha esclamato: “Nella spazzatura! Sembra una favola di quelle che pubblichi tu!”
(Di nuovo lunedì)

Incipit tratto da:

Per voce sola - Susanna Tamaro
Quarta di copertina / Trama
Cinque racconti come un romanzo sul male di vivere. Infanzia e memoria, sentimento e comprensione sulle storie atroci e dolcissime di bambini soli e molto infelici. Per voce sola è un libro che accompagna alla maturità del sentire, alla rivelazione di una verità e alla possibile rinascita.
(Ed. Bompiani; Fiction)

Bibliografia Susanna Tamaro