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Vendita galline Km 2 – Aldo Busi

Incipit Vendita galline Km 2

Addio sono una donna morta. Quando ai primi di settembre sono andata al concerto di Grace al San Babila, più per salutarla che per ascoltarla infilarsi di stonatura gracchiamento in quel fiasco totale che è stato, siccome lei in camerino non c’era e io avevo sete e la sete mi fa passare anche la nostalgia dei bei tempi nella Factory e del vecchio Andy Warhol fresco di cremazione che ci aveva fatto il ritratto quasi in contemporanea tanto che poi, dietro mia preghiera, accondiscendeva a farlo anche a mio Zio Romeo, be’, sono passata la bar ancora deserto e nel chiedere distrattamente “Un gin tonic, tonic appena appena” ho sentito una voce timida, intimidita, che sopra un tintinnio balbettava “Pre..prego!”, ho sollevato lo sguardo e ho visto quegli occhi grigi che sembrano uscire da una tempesta di sabbia rossa e di vento nero, sono rimasta con il bicchiere a mezz’aria a ascoltare quei sonagli dell’infanzia e, mentre la giovane barista in smoking bianco col farfallino rosa abbassava i suoi e arrossiva senza ragione, nella testa e forse nei miei occhi terrorizzati è balenato, l’unico pensiero possibile: “Lo sguardo del gaucho!”. […]

Incipit tratto da:

    • Titolo: Vendita galline Km 2
    • Autore: Aldo Busi
    • Casa editrice: A. Mondadori

Bibliografia Aldo Busi

Vendita galline Km 2 di Aldo Busi

Quarta di copertina / Trama
Delfina è una donna morta. L’orologio che segna il tempo della sua storia di figlia degenere della ricca famiglia Pastalunghi non ha lancette e non ha cifre. Eppure lei scrittrice fallita tossicomane esperta in espedienti, rifiuto dei salotti milanesi, lesbica persa, insiste a credere di avere molto numeri e un’estrema speranza di vendetta: il suo amore, la sua Caterina. Certamente l’ingenua, balbettante, affascinante, giovane Caterina farà per lei quello che lei non è riuscita a fare. Distruggerà il potere odioso dei Pastalunghi, smaschererà la loro ipocrisia di industriali del tonno in scatola uccisori di delfini, difenderà il buon nome della morta ribelle. Delfina ne è sicura, o quasi. Non c’è molto da fidarsi. Non c’è nessuno di cui fidarsi, quando anche la tragedia va soggetta alla moda di trasformarsi in una farsa atroce. E intrighi paralleli che sembrano opposti possono rivelarsi complementari all’ultimo momento, come avviene in realtà nell’Italia dei potenti e come si dimostra in questo grande romanzo d’amore e di politica.
(Ed. Mondadori; Oscar Scrittori Moderni)

Bibliografia Aldo Busi

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