L’estate infinita – Edoardo Nesi

Incipit L’estate infinita

Il cielo è perfetto, così miracolosamente terso da sembrare dipinto: neanche una nuvola a gonfiarsi candida sull’orizzonte o a striarsi allungata dai venti d’alta quota fino a stemperarsi nell’azzurro totale, e il mare è appena increspato da una brezza lieve che viene dalla Corsica, il suo azzurro appena più intenso di quello del cielo come se fosse impegnato nel vano tentativo di scimmiottarne la perfezione, e si bacia con una lunga striscia di sabbia bianca e finissima che si stende a perdita d’occhio e pare volerlo proteggere dall’incombere di montagne così alte e implausibili da sembrare appena emerse dalla terra per via di qualche misterioso spostamento ctonio, ornate di boschi impenetrabili, squarciate da profonde venature di marmo candido.

Incipit tratto da:

  • Titolo: L’estate infinita
  • Autore: Edoardo Nesi
  • Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Edoardo Nesi

Copertina di L'estate infinita di Edoardo Nesi

Quarta di copertina / Trama

Italia. Estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziargli l’acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da “far invidia ai milanesi”. Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima Arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio Vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l’ondata di intrepida immigrazione che viene dal Sud. Pasquale Citarella è venuto dall’Irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. Siamo all’alba di un nuovo mondo e l’albero della vita sta intrecciando i destini: l’audace Barrocciai incarica il Vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l’entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d’Europa e d’America. Il Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella della costruzione: una commissione che può valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad Ariano Irpino. E mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa ed eccessiva come il sogno che l’ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare, a scomporsi e ricomporsi, travolte dall’impeto di una vita che è benzina per i sogni e di una crescita continua e rapidissima, onnipresente, naturale quanto l’aria e il cielo. Edoardo Nesi torna al romanzo con una saga familiare che segue e accarezza cinque personaggi indimenticabili e dipinge l’affresco di una nazione giovane e ambiziosa e coraggiosa, sulla quale splendeva la buona stella della fortuna e nella quale si soffriva solo – ma tanto – per amore. L’estate infinita è una macchina del tempo che riesce a ricondurci al ricordo potente e lieve d’un passato prossimo colmo d’un futuro che non finiva mai, e ci riporta in un’Italia innamorata della vita e delle sue passioni, talentuosa e frenetica, laboriosa e sventatissima: l’Italia migliore di sempre.
(Ed. Bompiani)

Indice cronologico opere Edoardo Nesi

L’età dell’oro – Edoardo Nesi

Incipit L’età dell’oro

-Ivo, io… Non è stata una buona idea venire qui.
-Invece sì.
-No, io non mi sento a mio agio, via. Smettila, per piacere.
-Ma perché?
-La mia piscina di notte non è il posto adatto? Hai paura che ti guardino le stelle del cielo, bambina? Che ti spii l’Orsa Maggiore?
-No,ma…
-Ma cosa?
-Ma scusa, Ivo, io credevo che si andasse a casa tua…
-Perché, non ti piace qui?
-Sì, non è questo…
-E allora?
-È che siamo… Insomma, non siamo soli, ecco…
-Come, non siamo soli?
-Ma scusa, Ivo, ci sono gli operai…
-Macché operai…
-Ma come no…

Incipit tratto da:

    • Titolo: L’età dell’oro
    • Autore: Edoardo Nesi
    • Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Edoardo Nesi

Copertina di L’età dell’oro di Edoardo Nesi

Quarta di copertina / Trama

Siamo nel 2010, e il miracolo italiano non è che un ricordo crudele. Sullo sfondo della disastrosa rovina della piccola industria italiana, spentasi rapidamente e in silenzio nel disinteresse di una nazione senza più anima, Ivo Barrocciai, industriale tessile fallito, viene aggredito dalla notizia di essere ormai preda di un male incurabile e silenzioso, e invece di lasciarsi morire a poco a poco come morì la sua “ditta”, si lancia pieno di entusiasmo nell’ultima impresa della sua vita: usare le tecniche di fecondazione artificiale per avere un figlio da Caterina, una ragazza di bellezza formidabile rinchiusa in una clinica psichiatrica dopo essere diventata, suo malgrado, una specie di pornostar internettiana quando il suo ragazzo mise in rete i loro incontri amorosi, dopo essere stato lasciato.
La ricerca del perduto ma “gagliardo sperma di cinquantenne” di Ivo si dipana in un mosaico di vertiginose sovrapposizioni temporali, ricordi e flashback, in cui si ripercorrono le tempestose vicende sentimentali della sua giovinezza, i trionfi e le débâcle dell’età matura, l’ascesa travolgente e il declino inesorabile della “ditta” fondata dal padre, mentre la sua storia personale si eleva a metafora del fallimento delle speranze degli italiani, prima illusi e poi traditi da uno sviluppo industriale tanto vertiginoso quanto irrazionale.
Comico e lirico, il romanzo di Edoardo Nesi è il viaggio nella coscienza di un personaggio indimenticabile, perdutamente innamorato della vita e delle belle donne: il racconto degli ultimi giorni di un antieroe moderno in cui si rincorrono gli eco della perduta Età dell’Oro e un presente nel quale è impossibile riconoscersi, se non per apprezzarne gli ultimi sussulti di bellezza e felicità.
(Ed. Bompiani; Tascabili Narrativa)

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Figli delle stelle – Edoardo Nesi

Incipit Figli delle stelle

Per qualche ragione il tramonto l’aveva sempre riempito di una sensazione che non era mai riuscito a spiegarsi o a capire, come di una perdita allo stesso tempo imminente e già avvenuta, e irrimediabile. L’effetto era più forte se lo vedeva, il tramonto. La peggiore fu a Panarea, mentre prendeva l’aperitivo sulle sdraio della grande terrazza sul mare del Raya con sua moglie e dieci clienti americani, e il capo di questi americani chiese di poter aspettare il tramonto completo del sole per vedere il raggio verde e naturalmente non lo videro, il raggio verde, perché è una cosa che non esiste e lo vedi solo se lo vuoi vedere, ma in quella limpida serata di giugno dovette guardarselo tutto il tramonto, per quasi un’ora, e per sopportare di guardarlo tutto bevve anche un po’ troppo e la cena fu un po’ troppo espansiva, troppi complimenti a Milena. Ma andò bene lo stesso. Comprarono un ospedale, praticamente, gli americani.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Figli delle stelle
    • Autore: Edoardo Nesi
    • Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Edoardo Nesi

Copertina di Figli delle stelle di Edoardo Nesi

Quarta di copertina / Trama

Alberto Colzi, trentenne, è un manager di successo che scampa miracolosamente a un attentato alla periferia di Bogotà. Rientrato in Italia, il riposo forzato lo costringe a fermarsi e a riflettere sulla sua vita. Scoprirà così l’ipocrisia e i tradimenti che lo circondano, iniziando una vera e propria rinascita che lo porterà ad approdare a un nuovo mondo. Un romanzo sui valori, le idee e il mondo dei trentenni di oggi.
(Ed. Bompiani; Tascabili Narrativa)

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