Della gentilezza e del coraggio – Gianrico Carofiglio

Le discipline di combattimento, e in particolare le arti marziali dell’Estremo Oriente, sono una fonte molto ricca di leggende, aneddoti e metafore, spesso utili per illuminare concetti complessi.

Incipit Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose

Le discipline di combattimento, e in particolare le arti marziali dell’Estremo Oriente, sono una fonte molto ricca di leggende, aneddoti e metafore, spesso utili per illuminare concetti complessi. Il mio racconto preferito è quello sulle origini del jujutsu.
C’era un medico di nome Shirobei Akiyama che aveva passato tanti anni a studiare i metodi di combattimento con l’obiettivo di scoprire il segreto dell’invincibilità. Aveva praticato varie discipline e conosciuto i migliori maestri ma, nonostante i roboanti proclami, alla fine in ogni sistema a prevalere erano la forza o la qualità delle armi o espedienti ignobili. Questo significava che, per quanto uno studiasse le arti marziali esercitandosi accanitamente, per quanto fosse forte o preparato, avrebbe sempre potuto incontrare un avversario più forte o meglio armato o più scaltro che alla fine l’avrebbe sconfitto.
Un giorno d’inverno Akiyama era nella sua casa, seduto vicino a una finestra, mentre nevicava da ore. Guardava fuori, seguendo il corso dei suoi pensieri. Tutto il paesaggio era bianco, i prati, le rocce, le case. I rami dei ciliegi si spezzavano, sovraccarichi, e lo stesso succedeva anche alle querce. Era una nevicata mai vista. Lo sguardo del medico si spostò per il giardino fino allo stagno, attorniato da salici piangenti. La neve si posava anche sui salici, ma non appena cominciava ad accumularsi i rami si piegavano, facendola cadere a terra. I salici, a differenza degli altri alberi, non si spezzavano. Assistendo a quella scena, Akiyama si rese conto di essere giunto alla fine della sua ricerca. Il segreto del combattimento era nella non-resistenza. Chi è cedevole supera le prove; chi è duro, rigido, prima o poi viene sconfitto e spezzato. Prima o poi troverà qualcuno più forte. Il segreto era la cedevolezza. Jutsu vuol dire arte; ju vuol dire cedevolezza, flessibilità, gentilezza. Jujutsu significa: arte della cedevolezza.

Incipit tratto da:
Titolo: Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose
Autore: Gianrico Carofiglio
In copertina: Illustrazione di Francesco Carofiglio
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertine di Della gentilezza e del coraggio di Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

La qualità della vita democratica scaturisce innanzitutto dalla capacità di porre e di porsi buone domande, dalla capacità di dubitare. E questo vale tanto per chi il potere ce l’ha quanto, forse soprattutto, per chi apparentemente non ce l’ha. Cioè noi. Perché i cittadini hanno un potere nascosto, che li distingue dai sudditi e che deriva proprio dall’esercizio della critica e dunque della sorveglianza.
In queste pagine Gianrico Carofiglio, con la sua scrittura affilata e la sua arte di narratore, ci accompagna in un viaggio nel tempo e nello spazio e costruisce un sommario di regole – o meglio suggerimenti – per una nuova pratica della convivenza civile. Una pratica che nasce dall’accettazione attiva dell’incertezza e della complessità del mondo ed elabora gli strumenti di un agire collettivo laico, tollerante ed efficace.
Partendo dagli insegnamenti dei maestri del lontano Oriente e passando per i moderni pensatori della politica, scopriamo un nuovo senso per parole antiche e fondamentali, prima fra tutte la parola gentilezza. Non c’entra nulla con le buone maniere, né con l’essere miti, ma disegna un nuovo modello di uomo civile, che accetta il conflitto e lo pratica secondo regole, in una dimensione audace e non distruttiva. Per questo la gentilezza, insieme al coraggio, diventa una dote dell’intelligenza, una virtù necessaria a trasformare il mondo. E contrastare tutte le forme di esercizio opaco del potere diventa un’attività sovversiva, che dovrà definire l’oggetto della nostra azione, della nostra ribellione.
“Gentilezza insieme a coraggio significa prendersi la responsabilità delle proprie azioni e del proprio essere nel mondo, accettare la responsabilità di essere umani.”
Un inedito, avvincente manuale di istruzioni per l’uso delle parole, del dubbio, del potere.
Un grande romanziere racconta la passione civile, l’amore per le idee, le imprevedibili possibilità della politica. Un breviario denso, lieve e necessario.
(Ed.Feltrinelli)

Indice cronologico opere Gianrico Carofiglio

La misura del tempo – Gianrico Carofiglio

– Che abbiamo oggi, Pasquale? –

Incipit La misura del tempo

– Che abbiamo oggi, Pasquale? – chiesi entrando in studio e pensando, nello stesso momento e per l’ennesima volta, che si trattava di un rituale di cui ero stanco.
– Vediamo… la Colella dovrebbe venire finalmente a pagare. Poi c’è il consulente tecnico del processo Moretti, la questione della lottizzazione; passa a prendersi le carte, ma dice che vuole parlare con lei cinque minuti. E alle sette una cliente nuova.
– Chi è?
Pasquale sfogliò, con il consueto lieve sussiego, il blocnotes a spirale che porta sempre con sé. Ognuno di noi ha qualcosa che lo identifica e in cui, se ne è consapevole, si identifica. Per Pasquale è il bloc-notes. Li compra lui, senza metterli sulle spese di cancelleria dello studio, e li prende sempre uguali, di un tipo fuori moda che si trova solo in una vecchia cartoleria, polverosa e un po’ commovente, del quartiere Libertà. Hanno la copertina nera ruvida e il taglio lievemente colorato di rosso, come quelli che usava mio nonno.

Incipit tratto da:
Titolo: La misura del tempo
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Einaudi
Copertine di La misura del tempo di Gianrico Carofiglio

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario.
Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza.
Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.
Un romanzo magistrale. Una scrittura inesorabile e piena di compassione, in equilibrio fra il racconto giudiziario – distillato purissimo della vicenda umana – e le note dolenti del tempo che trascorre e si consuma.
«Col passare del tempo alcuni luoghi della città mi ricordano sempre piú intensamente sensazioni e fantasticherie del passato remoto. Un’epoca di stupore. Ecco, certi luoghi della città mi fanno sentire nostalgia per lo stupore. Essere storditi dalla forza di qualcosa. Mi piacerebbe tanto, se capitasse di nuovo».
(Ed. Einaudi)

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La versione di Fenoglio – Gianrico Carofiglio

Pietro Fenoglio pedalava senza troppo entusiasmo ma seguendo con disciplina il ritmo assegnato.

Incipit La versione di Fenoglio

Pietro Fenoglio pedalava senza troppo entusiasmo ma seguendo con disciplina il ritmo assegnato. Sobbalzò leggermente quando si sentí toccare sulla spalla. Era Bruna, la fisioterapista, e lui non si era accorto del suo arrivo per via degli auricolari e della musica.
– L’ho spaventata, maresciallo?
– No, cioè sí. Insomma, mi ha sorpreso.
– Cosa ascolta oggi?
– Bach. Quando vengo qui ascolto sempre o Bach o Mozart. Li conosco meglio e non devo impegnarmi troppo a seguire i passaggi, visto che sono già abbastanza impegnato a farmi torturare da voi.
Lei gli fece il suo solito sorriso enigmatico. Fenoglio non era ancora riuscito a capire cosa significasse. A momenti dava l’impressione di una totale presenza, una consapevolezza profonda della situazione e dell’interlocutore; a momenti la sensazione di un allegro distacco, di una distrazione gentile: un essere altrove, ma trattando con cortesia chi era lí.

Incipit tratto da:
Titolo: La versione di Fenoglio
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertina di La versione di Fenoglio di Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

Siamo nel 1992, tra maggio e luglio. A Bari, come altrove, sono giorni di fuoco. Quando arriva la notizia che un bambino, figlio di un capo clan, è stato rapito, il maresciallo Pietro Fenoglio capisce che il punto di non ritorno è stato raggiunto. Adesso potrebbe accadere qualsiasi cosa. Poi, inaspettatamente, il giovane boss che ha scatenato la guerra, e che tutti sospettano del sequestro, decide di collaborare con la giustizia. Ma le dichiarazioni del pentito non basteranno a far luce sulla scomparsa del bambino. Per scoprire la verità Fenoglio sarà costretto a inoltrarsi in quel territorio ambiguo dove è piú difficile distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ambientato al tempo delle stragi di Palermo, L’estate fredda offre uno sguardo pauroso sulla natura umana, regalandoci anche un protagonista di straordinaria dignità. E, alla fine, un inatteso bagliore di speranza.
(Ed. Einaudi)

Indice cronologico opere Gianrico Carofiglio