Frankissstein – Jeanette Winterson

Incipit Frankissstein. Una storia d’amore

Quel che vedevamo – le rocce, la riva, gli alberi, le barche sul lago – aveva perso i propri contorni e si era confuso nel grigio sterminato di una settimana di pioggia. Anche la casa, che ci piaceva pensare fosse di pietra, ondeggiava in una fitta nebbiolina e, attraverso quella nebbiolina, di tanto in tanto, come in un sogno, appariva una porta o una finestra.
Ogni cosa solida si era dissolta nel suo equivalente acquoreo.
I vestiti non si asciugavano. Quando entravamo in casa, e ci dovevamo entrare, perché dovevamo uscire, portavamo quel tempaccio con noi. Cuoio impregnato d’acqua. Lana che puzzava di pecora.
C’è muffa sulla mia biancheria intima.

Incipit tratto da:
Titolo: Frankissstein. Una storia d’amore
Autrice: Jeanette Winterson
Traduzione: Chiara Spallino Rocca
Titolo originale: Frankissstein. A Love Story
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Jeanette Winterson

Copertine di Frankissstein di Jeanette Winterson

Incipit Frankissstein. A Love Story

What we could see, the rocks, the shore, the trees, the boats on the lake, had lost their usual definition and blurred into the long grey of a week’s rain. Even the house, that we fancied was made of stone, wavered inside a heavy mist and through that mist, sometimes, a door or a window appeared like an image in a dream.
Every solid thing had dissolved into its watery equivalent.
Our clothes did not dry. When we came in, and we must come in, because we must go out, we brought the weather with us. Waterlogged leather. Wool that stank of sheep.
There is mould on my underclothes

Incipit tratto da:
Title: Frankissstein. A Love Story
Author:Jeanette Winterson
Publisher: Jonathan Cape
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Sono passati ormai venticinque anni dal suo travolgente debutto con Non ci sono solo le arance, e da allora Jeanette Winterson si è imposta come “uno degli scrittori più audaci e inventivi dei nostri tempi”. Questo suo nuovo acclamatissimo romanzo costituisce la più recente puntata di una carriera letteraria unica: Frankissstein non è solo un’esplorazione di temi quantomai contemporanei, come il transumanesimo e l’intelligenza artificiale, ma è anche una storia d’amore sullo sfondo della quale si muovono protagonisti molto lontani nel tempo e nello spazio.
Lago di Ginevra, 1816: la diciannovenne Mary Shelley sta scrivendo una storia su uno scienziato che crea una nuova forma di vita. Nella Gran Bretagna di oggi, alle prese con i tormenti della Brexit, un giovane medico transgender di nome Ry si innamora di Victor Stein, un professore noto al grande pubblico per le sue posizioni sull’intelligenza artificiale, che conduce alcuni esperimenti in una rete sotterranea di tunnel. Nel frattempo, Ron Lord, divorziato da poco e spalleggiato dalla mamma, scalpita per lanciare il prodotto che lo renderà ricchissimo: una nuova generazione di bambole del sesso per uomini soli di tutto il mondo. Sull’altra sponda dell’Atlantico, a Phoenix, in Arizona, una struttura criogenica ospita dozzine di corpi di uomini e donne che sono morti dal punto di vista medico e legale, ma che attendono di tornare in vita.
Cosa accadrà quando l’Homo sapiens non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? Jeanette Winterson ci mostra quanto quel futuro sia già assai vicino.
Sospeso tra hard sciences e il romanticismo più sognante, Frankissstein affronta in modo originalissimo e affascinante i temi che da sempre sono al centro delle opere della Winterson: il genere, la lingua, la sessualità, i limiti della libertà individuale e la vita delle idee.
(Ed. Mondadori)

Indice cronologico opere Jeanette Winterson

L’umanità è in pericolo – Fred Vargas

Ma porca miseria, in che guaio sono andata a cacciarmi!

Incipit L’umanità è in pericolo. Facciamo qualcosa subito

Ma porca miseria, in che guaio sono andata a cacciarmi! Come farò a venire a capo di questa impresa insensata? Di questa idea di parlare un po’ con voi del futuro del mondo vivente? Come riuscirò a cavarmela? Non ne ho la minima idea, e neanche voi.
So solo una cosa, cioè come tutto è cominciato. E adesso che è cominciato, lo è con una tale violenza che non riesco a fermare l’impeto, il turbine, il chissà cosa che mi spinge a continuare mio malgrado. Mentre ho il fondato sospetto che avreste preferito vedermi sfoderare un bel poliziesco di pura evasione. Più in là, ve lo prometto. Ma adesso no, non posso. Una specie di implacabile necessità mio incalza a scrivere freneticamente questo libro.

Incipit tratto da:
Titolo: L'umanità è in pericolo. Facciamo qualcosa subito
Autrice: Fred Vargas
Traduzione: Margherita Botto
Titolo originale: L'humanité en péril. Virons de bord, toute!
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Fred Vargas

Copertine di L'umanità è in pericolo di Fred Vargas

Incipit L’humanité en péril. Virons de bord, toute!

Mais bon sang, dans quel bourbier ai-je été me fourrer ? Comment vais-je me sortir de cette tâche insensée ? De cette idée de m’entretenir avec vous de l’avenir du monde vivant ? Comment vais-je me tirer de là ? Je n’en ai pas la moindre idée, et vous non plus.
Il y a une seule chose que je sais, c’est d’où c’est parti. Et à présent que c’est parti, c’est parti si violemment que je ne parviens pas à arrêter le mouvement, le tourbillon, le je-ne-sais-quoi qui me pousse impétueusement à poursuivre sans me demander mon avis. Alors que je me doute bien que vous auriez préféré que je vous sorte un petit roman policier distrayant. Après, c’est promis. Mais pas maintenant, je ne peux pas. Une sorte de nécessité implacable me pousse à écrire furieusement ce livre.

Incipit tratto da:
Titre: L'humanité en péril. Virons de bord, toute!
Auteur: Fred Vargas
Editeur: Flammarion
Langue: Français
Quarta di copertina / Trama

Per anni, le élite politiche e finanziarie hanno nascosto la verità. Senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, entro il 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. Cambiare non è solo auspicabile, spiega Fred Vargas, ma necessario. Dobbiamo modificare la nostra dieta per incidere sempre meno sul cambiamento climatico; ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare all’energia pulita. Lavorando insieme, riflettendo e immaginando soluzioni, l’umanità può ancora cambiare rotta e salvare sé stessa e il pianeta.
(Ed. Einaudi; Stile Libero Extra)

Indice cronologico opere Fred Vargas

La legge del sognatore – Daniel Pennac

Posto che sia possibile mettere una data a simili nascite

Incipit La legge del sognatore

Posto che sia possibile mettere una data a simili nascite, io sono diventato scrittore la notte di questa conversazione con Louis. Avevo dieci anni e sostenevo con il mio migliore amico che la luce era fatta di acqua.
“Di acqua? Sei sicuro di quello che dici?”
“Sicurissimo, la luce è fatta di acqua!”
“La luce elettrica? Quella della lampada sul comodino? È fatta di acqua?”
Vercors, notte fonda, la conversazione si svolgeva nella mia camera, di cui Louis era l’ospite fisso: lui nel suo letto e io nel mio, tra di noi la lampada da notte e, appeso sopra le nostre teste, un disegno coloratissimo di Federico Fellini. Questa la scena.
“Sì, la luce gialla delle lampadine e la luce bianca dei neon è fatta di acqua.”
“Chi te l’ha detto?”
“Il maestro, la settimana scorsa. Il giorno che tu eri assente. Ci ha spiegato che in montagna, cioè qui, la luce è fatta dell’acqua dei fiumi che grazie alle dighe sono trasformati in laghi, e che poi viene domata in certi impianti fatti apposta.”
“Acqua domata? Sei sicuro di aver capito bene?”

Incipit tratto da:
Titolo: La legge del sognatore
Autore: Daniel Pennac
Traduzione: Yasmina Melaouah
Titolo originale: La loi du rêveur
Illustrazione Copertina: Marco Ventura
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Daniel Pennac

Copertine di La legge del sognatore di Daniel Pennac

Incipit La loi du rêveur

Pour autant qu’on puisse dater ce genre de naissance, je suis devenu écrivain la nuit de cette conversation avec Louis. J’avais dix ans et j’affirmais à mon meilleur copain que la lumière c’est de l’eau.
— De l’eau, tu es sûr de ce que tu dis ?
— Parfaitement, la lumière c’est de l’eau.
— La lumière électrique ? Celle de notre lampe de chevet ? C’est de la flotte ?
Vercors, nuit tombée, la conversation avait lieu dans ma chambre d’enfant, dont Louis était l’invité perpétuel : lui dans son lit moi dans le mien, notre lampe de chevet entre nous, et un dessin très coloré de Federico Fellini accroché au-dessus de nos têtes. C’est le décor.
— Oui, la lumière jaune des ampoules et la lumière blanche des néons, c’est de l’eau.
— Qui t’a raconté ça ?
— Le maître, la semaine dernière, le jour où tu étais absent. Il nous a expliqué qu’en montagne, c’est-à-dire ici, la lumière c’est de l’eau, des rivières qu’on transforme en lacs, grâce à des barrages, et qu’on apprivoise dans des usines spéciales.
— De la flotte qu’on apprivoise ? Tu es sûr que tu as bien compris ?

Incipit tratto da:
Titre: La loi du rêveur
Auteur: Daniel Pennac
Editeur: Gallimard
Langue: Français
Quarta di copertina / Trama

La lampadina del proiettore è saltata in pieno Fellini. Minne e io stavamo guardando Amarcord a letto. “Oh, no, cazzo!” Ho piazzato una sedia sopra un tavolo e sono andato all’assalto di quell’arnese per cambiare la lampadina fulminata. Un gran botto, la casa si è spenta, sono franato giù con tutta la mia impalcatura e non mi sono più rialzato. Mia moglie mi ha visto morto ai piedi del letto coniugale. Nel frattempo io rivivevo la mia vita. Pare succeda spesso. Ma non si svolgeva esattamente come l’avevo vissuta.
D.P.
“Se solo mia madre mi avesse presentato a Federico Fellini!”
(Ed. Feltrinelli)

Indice cronologico opere Daniel Pennac