Gli eletti – Jeffery Deaver

Pochi secondi per decidere.

Incipit Gli eletti

Pochi secondi per decidere.
Doveva sterzare a sinistra? A destra?
O lanciare la macchina dritto nella boscaglia? Nella stretta scarpata che finiva contro la parete rocciosa?
A sinistra.
L’istinto.
Colter Shaw sterzò bruscamente e frenò, senza inchiodare: non poteva permettersi di sbandare o perdere aderenza. La Kia a noleggio, che aveva toccato i sessantacinque all’ora su quella tortuosa stradina che serpeggiava tra le montagne, si lanciò in mezzo al fogliame, evitando all’ultimo istante un impatto frontale con il masso che era rotolato giù dal ripido versante per poi fermarsi proprio in mezzo alla strada. Un enorme sasso di novanta chili dovrebbe fare un frastuono terribile precipitando in mezzo agli arbusti e ruzzolando tra la ghiaia e il terriccio, giusto? E invece no, era scivolato dolcemente. In silenzio, o quasi.
A sinistra. La decisione giusta.

Incipit tratto da:
Titolo: Gli eletti
Autore: Jeffery Deaver
Traduzione: Sandro Ristori
Titolo originale: The Goodbye Man
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Jeffery Deaver

Copertine di Gli eletti di Jeffery Deaver

Incipit The Goodbye Man

Seconds to decide.
Swerve left? Swerve right?
A steep drop into brush? Or a narrow shoulder that ends in a cliff wall?
Left.
Instinct.
Colter Shaw spun the wheel of the rental Kia sedan hard, braking intermittently—he couldn’t afford a skid. The vehicle, which had been doing forty along this winding stretch in high mountains, plunged into foliage, narrowly missing a collision with the boulder that had tumbled down a steep hillside and rolled into the middle of road before him. Shaw thought the sound of a two-hundred-pound piece of rock rolling through brush and over gravel would be more dramatic; the transit was virtually silent.
Left was the correct choice.

Incipit tratto da:
Title: The Goodbye Man
Author: Jeffery Deaver
Language: English

Quarta di copertina / Trama

La bussola che guida Colter è lo stile di vita che si è scelto: non fermarsi mai, dare la caccia a criminali e persone scomparse, scalare pareti di roccia, sentire il vento sulla faccia. Spingersi al limite.

Persone da ritrovare, vite da salvare. Su questo è incentrata la carriera – o meglio, l’intera esistenza – del cacciatore di ricompense Colter Shaw. Per chi lo ingaggia rappresenta un’ottima alternativa alla polizia, ma ti devi fidare dell’uomo, uno allergico alle burocrazie e capace di sovvertire le regole del buon senso. Come accade in una giornata estiva di giugno. C’è stata una vittima, un ragazzo che Colter doveva riportare a casa e che aveva inseguito fino alla zona selvaggia nel nord dello Stato di Washington. Qui, al riparo tra le valli delle Montagne Rocciose, ha sede la Fondazione Osiride, che promette felicità a chi ha sofferto. Farsi accettare al suo interno riesce facile a Colter perché, in fondo, è vero: anche lui ha un segreto che non lo fa dormire, un ricordo che brucia. Ma ben presto scopre che, una volta entrati nella schiera degli eletti di Osiride, è quasi impossibile uscirne. O almeno, uscirne vivi.
(Ed. Rizzoli)

Indice cronologico opere Jeffery Deaver

Come il mare in un bicchiere – Chiara Gamberale

Sono le diciotto, ed eccomi davanti al portone del dottor R., ancora una volta.

Incipit Come il mare in un bicchiere

Sono le diciotto, ed eccomi davanti al portone del dottor R., ancora una volta.
Era da sette anni che non mi capitava, è da quando ne ho dodici che può capitarmi.
Di perdere il filo del senso e i contorni che separano me dal resto del mondo – la sensazione che “dovunque mi fossi trovata, sul ponte di una nave o in un caffè di Parigi o a Bangkok, sarei stata sotto la stessa campana di vetro, a respirare la mia aria mefitica”, confidava Sylvia Plath ai suoi diari. “E mi domandi perché mai si tace / l’anima mia, senza versarsi in grembo / alla notte che sogna? / Colma di me traboccherebbe tutta / a spegnere le stelle”, scriveva Rilke. La smarginatura, la chiama Lila nell’Amica geniale di Elena Ferrante. Qualcosa insomma che, se arriva lei, non ci sei più tu.
E di colpo non c’è più nemmeno il tempo, sono sempre le due di notte.

Incipit tratto da:
Titolo: Come il mare in un bicchiere
Autrice: Chiara Gamberale
In copertina: Elettra Mallaby
Casa editrice: Feltrinelli

Bibliografia Chiara Gamberale

Copertine di Come il mare in un bicchiere di Chiara Gamberale

Quarta di copertina / Trama

Fuori di testa. Che senso ha questa espressione? Semmai, le persone che nella vita di tutti i giorni si sentono strette come il mare in un bicchiere sono Dentro di Testa. Barricate nei loro pensieri, nelle loro emozioni esagerate. Proprio come Chiara, la protagonista di queste pagine, e come quegli amici che lei chiama gli Animali dell’Arca Senza Noè. Che però, quando la tragedia del Coronavirus impone di chiudersi in casa, hanno una reazione misteriosa. Contrariamente a chi di solito è capace di stare al mondo e si ritrova disorientato, Chiara e Daniela e Pierantonio e Gollum sembrano fin troppo capaci di sopportare la quarantena. Ma doveva ammalarsi il mondo, per permettere a loro di sentirsi meglio? Che cosa c’è, nelle restrizioni a cui sono chiamati, che li rassicura?
Chiara Gamberale, sempre così pronta a inventarsi modi originali per dare voce a ciò che sentiamo, nell’epocale primavera 2020 scrive una testimonianza che è allo stesso tempo un urlo e un abbraccio (senza mascherina). Parole forti, nuove, che portano ognuno di noi a chiedersi se, “finito quest’incubo, potremo rendere interiori e spirituali i gesti che per proteggerci abbiamo dovuto imparare.” Perché quel metro di distanza dagli altri, sia quando si infrange sia quando si rispetta, è comunque un potere nelle nostre mani.
L’intenzione di questo mio breve libro, che preferirei chiamare quaderno, non è tediarvi con il diario della mia quarantena, ognuno ha il suo ed è quello il più prezioso. La mia intenzione è arrivare a riflettere insieme su un protocollo di autodifesa psicologica ed emotiva che questa incredibile tragedia ci potrebbe suggerire.
(Ed. Feltrinelli)

Il ricavato delle vendite sarà devoluto dall’autrice allo spazio di accoglienza per i bambini e le famiglie di CasaOz in situazione di emergenza Covid-19.

Indice cronologico opere Chiara Gamberale

La congregazione – Alessandro Perissinotto

Incipit La congregazione

Adesso
Nel buio del suo nascondiglio, Elizabeth sente che la vita sta lentamente gocciolando via da lei, come i candelotti di ghiaccio che pendono dal cornicione della casa abbandonata e che sciogliendosi, con un ticchettio inesorabile sulla copertura di lamiera della rimessa, scandiscono il ritmo delle sue ultime ore. E accoglie quelle gocce con una rassegnazione di cui, fino a poco prima, non si sarebbe creduta capace. Si dice che, in fondo, le sono stati regalati quarant’anni di vita, che avrebbe già dovuto morire nel 1978 e che la morte non può essere beffata per due volte. Tra poco loro arriveranno. A questo punto, un’idea di dove lei sia ce l’hanno. Per qualche ora è riuscita a far perdere le sue tracce, ma per qualche ora soltanto. Loro sanno che è arrivata a Idaho Springs e che l’ultima localizzazione la pone all’ingresso dell’Argo Gold Mine. La troveranno, anche se ha scelto il percorso più improbabile. E forse è un bene che la trovino, altrimenti sarà il freddo a ucciderla. Quando non sentirà più le gocce sul tetto, vorrà dire che il sole è sceso oltre le montagne e che l’acqua è tornata a gelare: sarà solo l’inizio, la temperatura scenderà ancora e le sue membra si irrigidiranno a poco a poco. Meglio morire per ipotermia o per una pallottola nel cuore?

Incipit tratto da:
Titolo: La congregazione
Copertina: Elaborazione grafica di una cartolina degli anni ’70 di Frisco
Progetto grafico: Andrea Geremia
Autore: Alessandro Perissinotto
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Alessandro Perissinotto

Copertine di La congregazione di Alessandro Perissinotto

Quarta di copertina / Trama

Frisco, Colorado. Un tranquillo paese delle Rocky Mountains, a tremila metri di quota e a un centinaio di miglia da Denver. È qui, in una vecchia casa appena ereditata, che Elizabeth si trasferisce per scontare la pena che il giudice le ha inflitto per guida in stato di ebbrezza: ventiquattro mesi con la cavigliera elettronica e il divieto di superare i confini del villaggio. Per Elizabeth, spogliarellista a fine carriera, donna ancora molto bella e sempre più disincantata, Frisco è forse l’ultima occasione per cambiare vita.
La piccola comunità del paese è cordiale e accogliente, ma un giorno Elizabeth inizia a ricevere sgradevoli omaggi da un ignoto personaggio che sembra molto informato sul suo passato e soprattutto sembra conoscere molto bene ciò che lei ha impiegato una vita per tentare di dimenticare. Torna così a galla un incubo degli anni ’70, quando lei era solo una bambina, lo spettro di un massacro, a migliaia di chilometri da lì: la più grande strage di cittadini americani prima dell’11 settembre 2001. Sembra passata un’eternità, ma non è così ed Elizabeth se ne renderà conto quando capirà che qualcuno, dal passato, è tornato a cercarla con uno scopo preciso: finire il lavoro che la Storia aveva lasciato a metà.
Elizabeth, antieroina sensuale e ironica che potrebbe essere uscita da un film dei fratelli Coen, è un personaggio di invenzione, ma gli eventi drammatici che si affollano nella sua memoria sono verità e rappresentano uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della storia americana. Fedele al proprio modo di fare letteratura, Perissinotto parte, come in molti suoi romanzi, dalle realtà dimenticate, dalle rimozioni collettive, ma questa volta decide di dare al racconto del vero i ritmi implacabili del thriller e di scandirli con una scrittura fredda e precisa come la lama di un coltello
(Ed. Mondadori)

Indice cronologico opere Alessandro Perissinotto