Neppure quando è notte – Mario Desiati

Un giorno potrebbero derubarci del nostro cervello, del nostro pensiero.

Incipit Neppure quando è notte

Un giorno potrebbero derubarci del nostro cervello, del nostro pensiero. Potranno far sparire dai libri di letteratura Pasolini, Moravia, Parise, Fortini, Penna, Tondelli e Bellezza con qualche scusa del cazzo: tipo che sono stati comunisti magari, oppure froci. Potrebbe succedere che qualcuno dice che il mondo con tutti i suoi pupazzi fatti di acqua, fango e sale è fatto per i vincitori: quelli che stanno dentro “Forbes”, quelli che hanno la copertina di “Cosmopolitan” e sei canali televisivi. Oppure ti potrebbero dire che c’è un prezzo ai tuoi sabato in disco, i tuoi maledetti surgelati e le tue scarpe da jogging, ma soprattutto c’è un prezzo alla tua libertà di pensiero e questo prezzo è che non ti ascolta nessuno»
Incipit tratto da:

Incipit tratto da:
Titolo: Neppure quando è notte
Autore: Mario Desiati
Casa editrice: Perquod

Bibliografia Mario Desiati

Copertine di Neppure quando è notte di Mario Desiati
Quarta di copertina / Trama

“…Un giorno potrebbero derubarci del nostro cervello, del nostro pensiero. Potranno far sparire dai libri di letteratura Pasolini, Moravia, Parise, Fortini, Penna, Tondelli e Bellezza con qualche scusa del cazzo: tipo che sono stati comunisti magari, oppure froci ecco…
Spero che quel giorno non arrivi mai”.
(Perquod edizioni)

Indice cronologico opere Mario Desiati

Candore – Mario Desiati

Incipit Candore

Le amavo tutte.

Cominciai guardando le eroine della Golden Age, che non prendevano neanche un caffè senza tenere addosso pizzi, veli e corpetti. Mi crogiolavo nei dettagli, gli anelli alle mani, la tensione di una caviglia sui tacchi alti, la grana del nylon in una calza scesa. Di un film porno amavo la contrattazione che precedeva l’incontro («Te la senti, ragazza? Ma sai quanti sono?»), l’improbabile seduzione a cui sarebbe seguito il sesso. Al momento della penetrazione ero già andato via.

Incipit tratto da:
Titolo: Mario Desiati
Autore: Candore
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Mario Desiati

Copertine di Candore di Mario Desiati
Quarta di copertina / Trama

Martino Bux è l’ultimo dei romantici: il suo sogno erotico è una diva del porno bianca splendente in abito da sposa, il suo immaginario è popolato di reggicalze e corsetti, e già durante i titoli di testa di un film hard è in preda a stordimento e batticuore. Privo di moralismo e morbosità, Candore è un viaggio ironico e avventuroso nel mondo della pornografia. Il romanzo sul desiderio e sulla trasgressione che non era ancora stato scritto. Ma soprattutto il romanzo di chi almeno per un giorno ha desiderato essere estremo, perverso, senza avere la forza di andare fino in fondo.

Martino Bux è un diciottenne in libera uscita durante la visita di leva quando scopre che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lí davanti ai suoi occhi in un cinema a luci rosse, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover rendere conto a nessuno. Ma ben presto per Martino la pornografia diviene un’ossessione. Invece di frequentare l’università, si perde bighellonando nei locali più equivoci della capitale. E soprattutto perde Fabiana, esasperata dalla sua inconcludenza, dalla sua pervicace inadeguatezza alla vita adulta. Fabiana studia per diventare medico, mentre per Martino quel suo camice bianco è soprattutto un dettaglio che accende le fantasie erotiche. Le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono via via consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa cosí un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, i film di Rocco Siffredi, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l’Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, moralismo e voyeurismo. Un po’ soldato Svejk, un po’ il protagonista di Shame, un po’ Fantozzi, in questa danza del vizio, Martino si ritrova a guardare e non toccare, è un bambino che guarda gli altri giocare a pallone senza riuscire a buttarsi nella mischia. Mario Desiati ha scritto un romanzo pudico e divertente, a tratti commovente, sulla fascinazione del proibito, sull’industria del desiderio e sulle debolezze di tutti gli uomini.
(Ed. Einaudi; Supercoralli)

Cronologia opere Mario Desiati

La notte dell’innocenza – Mario Desiati

Incipit La notte dell’innocenza. Heysel 1985, memorie di una tragedia

Il 29 maggio 1985 calzai per la prima volta le scarpe coi tacchetti. Avevo otto anni.
Finimmo la partita vicino ai campi della stazione con il sapore della nebbiolina in bocca, un’erba con minuscole infiorescenze bianche e gambi lunghi, che dalle mie parti chiamano anche velo da sposa e correda i fiori che si portano ai morti. Quando cresce ai bordi dei campi produce un odore dolciastro che impasta le narici e ti resta attaccato tutto il giorno.
Mancavano ancora due ore alla partita Juventus-Liverpool. I Reds ci facevano paura, l’anno prima avevano vinto la Coppa dei Campioni contro la Roma, una squadra che a noi juventini di provincia era simpatica e per cui avevamo fatto il tifo.

Incipit tratto da:
Titolo: La notte dell’innocenza. Heysel 1985, memorie di una tragedia
Autore: Mario Desiati
Casa editrice: Rizzoli

Bibliografia Mario Desiati

Copertine di La notte dell’innocenza di Mario Desiati
Quarta di copertina / Trama

29 maggio 1985. Mario è un bambino di otto anni, felice perché il pomeriggio ha calzato per la prima volta nella sua vita un paio di scarpe da calcio con i tacchetti di ferro ed emozionato perché la sera la sua Juventus contenderà al Liverpool la Coppa dei Campioni nella finale in programma al vecchio stadio Heysel di Bruxelles. Le strade si svuotano, tutto il paese si ferma per assistere alla partita e anche Mario rientra precipitosamente a casa ancora sporco di terra. Accende il televisore sulle ultime note della sigla dell’Eurovisione e non può sapere
che all’Heysel si è appena consumata una delle più gravi tragedie della storia del calcio. Non è il solo. Quando la diretta comincia in pochi ne hanno la percezione – a cominciare dal telecronista Bruno Pizzul –, in pochissimi conoscono la verità. Il bilancio finale sarà di trentanove morti e oltre seicento feriti, ma, sia pure in ritardo di un’ora e mezza e in una cornice spettrale, la partita verrà giocata ugualmente. Lo spettacolo non si ferma o meglio, come commentò Michel Platini diversi mesi più tardi, «quando cade l’acrobata, entrano i clown».
La notte dell’innocenza è una ricostruzione chirurgica della diretta che incollò al televisore milioni di italiani sgomenti, impauriti, disgustati; è la rievocazione della partita vista con gli occhi increduli di un bambino, è una riflessione sull’eredità dell’Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent’anni fa? Cos’ha lasciato agli appassionati di calcio, alla nostra cultura sportiva, al Paese tutto e al suo immaginario? Siamo cresciuti da allora o siamo rimasti lì, con il calcestruzzo insanguinato che si sgretola sotto i piedi, in uno stadio sempre più
(Ed. Rizzoli; La Scala)

Cronologia opere Mario Desiati