Terre promesse – Milena Agus

Ester arrivò senza fiato e insieme al treno.

Incipit Terre promesse

Ester arrivò senza fiato e insieme al treno. Ma non si avvicinò al gruppo, perché al posto di Raffaele, il suo fidanzato, dal vagone scese un uomo gonfio, quasi senza capelli e vestito di una ridicola tuta verde.
Raffaele era povero. Suo padre aveva fatto il manovale e il figlio, da bambino, andava a lavorare con lui, un cappelluccio di lana in testa d’inverno e un fazzoletto bagnato tenuto con quattro nodi d’estate. Era andato in guerra volontario, perché era fascista, dicevano in paese. In realtà, aveva semplicemente letto e riletto i romanzi di Salgari, Melville, London, Conrad e si era arruolato in Marina per vedere il mare. O forse, perché non voleva fare per sempre il manovale, o il pastore, o il contadino.
Alla madre aveva detto che veniva al paese soltanto per un saluto, poi si sarebbe rimesso addosso la sua divisa della Marina Militare e se ne sarebbe andato di nuovo.

Incipit tratto da:
Titolo: Terre promesse
Autrice: Milena Agus
Casa editrice: Nottetempo

Bibliografia Milena Agus

Copertina di Terre promesse di Milena Agus
Quarta di copertina / Trama

Ciascuno di noi ha la sua terra promessa, anzi, le sue terre promesse, perché non c’è momento della nostra vita che non guardi a quel vago avvenir che in mente aveva, prendendo in prestito le parole del poeta tutelare di questo romanzo. Ma vale la pena di continuare a cercarle? Questa è la domanda che Milena Agus si pone, inseguendo le terre promesse di tre generazioni di una famiglia sarda, dalla madre che sogna il matrimonio della figlia con un ricco possidente, alla figlia che sogna di essere amata da un uomo sempre sfuggente, al nipote che si trasferisce in America, già terra promessa dell’Italia povera, rincorrendo la musica. Tutti procedono da una terra promessa all’altra, illusi e delusi, finché, un giorno, potrebbero forse decidere di fermarsi e concludere li quel viaggio sfinente. In questo nuovo libro Milena Agus ci porta, scortati dal suo sguardo lucido e amoroso, dentro ai nostri sogni più segreti, nell’illusione-delusione della vita, con delicata maestria e sortilegio.
(Ed. Nottetempo)

Indice cronologico opere Milena Agus

Guardati dalla mia fame – Milena Agus e Luciana Castellina

Delle sorelle Porro pensava spesso che non servivano a niente, ma andare da loro le piaceva

Incipit Guardati dalla mia fame

Delle sorelle Porro pensava spesso che non servivano a niente, ma andare da loro le piaceva. C’era una grande pace: il tic tac della pendola, il profumo di qualcosa di buono che saliva dalla grande cucina, le loro facce chine sul lavoro di uncinetto o ricamo, il rosso rosato del tramonto che inondava le stanze, o la pioggerella fitta sui vetri.
(La tragedia)

Incipit tratto da:
Titolo: Guardati dalla mia fame
Autrici: Milena Agus e Luciana Castellina
Casa editrice: nottetempo

Bibliografia Milena Agus

Copertina di Guardati dalla mia fame di Milena Agus e Luciana Castellina
Quarta di copertina / Trama

È forse la prima volta che un avvenimento, in questo caso un efferato delitto, viene raccontato in uno stesso libro da due voci contrapposte che entrano nella pelle della vittima o dell’aggressore. Nella Puglia del dopoguerra, terra di passaggio dove si incontrano reduci, transfughi, tedeschi e alleati, in occasione di un comizio di Giuseppe Di Vittorio, politico e sindacalista, avviene un linciaggio. Milena Agus e Luciana Castellina entrano nei fatti, ciascuna con la propria passione e la propria ragione, minuziosamente documentate. Milena Agus penetra nel palazzo delle vittime, e le ricrea con la sua smagliante e amorosa immaginazione, mentre Luciana Castellina ricostruisce la storia di quegli anni, assai poco nota, e le circostanze che fecero di una folla di poveri braccianti e delle loro donne dei feroci assassini: una all’interno, l’altra all’esterno, in due superfici che si toccano senza conoscersi, il palazzo e la piazza, e che quando vengono a contatto, esplodono.
(Ed. nottetempo)

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Sottosopra – Milena Agus

Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di
sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia.

Incipit Sottosopra

Prima di conoscere la signora di sotto e il signore di
sopra non ho mai avuto interesse per la vecchiaia. I miei genitori, vecchi, non hanno fatto in tempo a diventarlo, mio padre si è ammazzato talmente presto e mia mamma è tornata come una bambina. I nonni non li vedo mai e la ragazza che assiste mamma è giovane.
Comunque, di sicuro, nessun vecchio avrebbe mai potuto accendere la mia immaginazione. Nessuno tranne la signora di sotto e il signore di sopra. E ora non vedo piú la vecchiaia come il buio, ma come un guizzo di luce, magari l’ultimo.

Incipit tratto da:
Titolo: Sottosopra
Autrice: Milena Agus
Casa editrice: Nottetempo

Bibliografia Milena Agus

Copertina di Sottosopra di Milena Agus

Quarta di copertina / Trama

Nel palazzo di Sottosopra vivono ricchi e poveri che s’incontrano sulle scale, si scambiano servizi e favori. Al piano nobile abita un anziano violinista americano, Mr. Johnson, che ha lasciato le scene e il successo per naturale ritrosia. Al piano basso Anna, una donna delle pulizie, acciaccata dalla vita ma prodiga di fiducia e tenerezza che distribuisce agli altri abitanti – Giovannino, un bambino così giudizioso da essersi educato da solo, Natascia, tanto gelosa da vivere nell’incubo costante di perdere il fidanzato, Mrs. Johnson, che aspira solo alle impossibili cose normali e Alice che vuole diventare una macchina del sesso per evitare la solitudine –, ciascuno con la sua mania, la sua pazzia piccola o grande, la sua paura. Nel palazzo gli abitanti si spostano e si scambiano le abitazioni, come fosse il modo più semplice di affrontare le turbolenze della vita: Anna sogna di salire fino alla casa del signore di sopra, Mr. Johnson di scendere fino al piano di sotto, per conoscere “l’immensa felicità che ci viene dalla felicità di qualcuno che è felice con noi”.
Nel mondo di Milena Agus c’è sempre tutto, un tutto familiare, a portata di mano, che si rovescia continuamente come una clessidra di sabbia, ma quel che si rovescia non è solo la vita dei personaggi, ma il sottile rapporto fra la realtà e la scrittura, fra il potere dell’immaginazione di ricreare la vita e il tempo che sopraggiunge e chiude il sogno.
(Ed. Nottetempo)

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