Moneta del sogno – Marguerite Yourcenar

Paolo Farina era un provinciale ancora giovane

Incipit Moneta del sogno

Paolo Farina era un provinciale ancora giovane, sufficientemente ricco, tanto onesto quanto ci si può aspettare da un uomo in familiarità con la Legge, abbastanza amato nella sua piccola borgata toscana perché la sua disgrazia non inducesse a disprezzarlo. L’avevano compianto quando sua moglie se n’era scappata in Libia per seguire un amante con il quale sperava di essere felice. Non lo era stata i sei mesi passati a accudire la casa di Paolo Farina ricevendo gli agri consigli d’una suocera, ma Paolo, ciecamente felice di possedere quella giovane donna, e separato da lei da questo ottuso benessere, non aveva avuto il minimo sospetto che la moglie potesse soffrire. Quando lei se ne andò, dopo una scenata che lo aveva umiliato davanti alle due serve, lui si meravigliò di non aver saputo farsi amare.

Incipit tratto da:
Titolo: Moneta del sogno
Autrice: Marguerite Yourcenar
Traduzione: Oreste del Buono
Titolo originale: Denier du rêve
Casa editrice: Bompiani

Bibliografia Marguerite Yourcenar

Copertine di Moneta del sogno di Marguerite Yourcenar

Incipit Denier du rêve

Paolo Farina était un provincial encore jeune, suffisamment riche, aussi honnête qu’on peut l’attendre d’un homme vivant dans l’intimité de la Loi, assez aimé dans sa petite bourgade toscane pour que son malheur même ne le fît pas mépriser. On l’avait plaint lorsque sa femme s’était enfuie pour suivre en Libye un amant près duquel elle espérait être heureuse. Elle ne l’avait guère été pendant six mois passés à tenir le ménage de Paolo Farina en recevant les aigres conseils d’une belle-mère, mais Paolo, aveuglément heureux de posséder cette jeune femme, et séparé d’elle par cet épais bonheur, ne s’était pas douté qu’elle souffrait. Quand elle partit, après une scène qui le laissa humilié devant les deux servantes, il s’étonna de n’avoir pas su s’en faire aimer.

Incipit tratto da:
Titre: Denier du rêve
Auteur: Marguerite Yourcenar
Editeur: Gallimar
Langue: Français
Quarta di copertina / Trama

Scritto nel 1933 e rielaborato interamente nel 1959, Moneta del sogno ha al centro la narrazione semirealistica, semisimbolica, di un attentato antifascista nell’anno XI della dittatura. Iniziato durante una visita in Italia e ambientato a Roma, questo romanzo si distinse tra tutte le opere letterarie dell’epoca per la precisa presa di posizione contro l’immagine che la propaganda ufficiale dava dell’Italia e per l’intuizione dei fatti gravi e irrimediabile che stavano per precipitare sull’Europa.
“Moneta del sogno”, scrive la Youcenar, “fu uno dei primi romanzi francesi (il primo forse) a guardare in faccia la la vuota realtà nascosta dietro l’ampollosa facciata del fascismo, nello stesso momento in cui tanti scrittori in visita nella penisola si appagano ancora d’incantarsi una volta di più al tradizionale pittoresco italiano o si felicitavano di vedere i treni partire in orario (almeno in teoria) senza pensare di domandarsi verso quale stazione finale procedevano.” Nella ricca produzione di Marguerite Yourcenar , Moneta del sogno è un opera giovanile (cronologicamente si colloca tra Alexis e Fuochi) che l’autrice ha ripercorso con passione, che ha riscritto con intensa convinzione, trascinata dal sentimento che l’avventura umana si rivela sempre più tragica di quanto abbiamo supposto ma anche più ricca, più complessa, a volte stranamente più semplice.
(Ed.Tascabili Bompiani)

Indice cronologico opere Marguerite Yourcenar

Il richiamo della tribù – Mario Vargas Llosa

Incipit Il richiamo della tribù

Non sappiamo quasi nulla dell’infanzia e della giovinezza di Adam Smith, se non che nacque un giorno nel 1723 a Kirkcaldy, villaggio commerciale scozzese situato circa dieci miglia a nord di Edimburgo, dove trascorse lunghi periodi della sua vita e almeno sei dei dieci anni che impiegò a scrivere il suo capolavoro: La ricchezza delle nazioni (An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations, 1776). Non conobbe il padre, avvocato e ispettore delle Dogane morto prima che lui nascesse, e amò sempre la madre, Elizabeth Douglas, follemente.
(Adam Smith)

Incipit tratto da:
Titolo: Il richiamo della tribù
Autore: Mario Vargas Llosa
Traduzione: Federica Niola
Titolo originale: La llamada de la tribu
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Mario Vargas Llosa

Copertine di Il richiamo della tribù di Mario Vargas Llosa

Incipit La llamada de la tribu

No sabemos casi nada de la niñez y juventud de Adam Smith, salvo que nació algún día de 1723, en Kirkcaldy, pueblo comerciante escocés situado a unas diez millas al norte de Edimburgo, donde pasó muchas temporadas de su vida y por lo menos seis de los diez años que le tomó escribir su obra maestra: An Inquiry finto the Nature and Causes of the Wealth of Nations (1776). No conoció a su padre, abogado e inspector de aduanas muerto antes de que él naciera, y quiso siempre a su madre, Elizabeth Douglas, con locura.

Incipit tratto da:
Título : La llamada de la tribu
Autor : Mario Vargas Llosa
Editor : Alfaguara
Lengua : Español
Quarta di copertina / Trama

La dottrina liberale ha rappresentato dalle sue origini la forma piú avanzata della cultura democratica e ciò che piú ci ha consentito di difenderci dall’inestinguibile “richiamo della tribú”. Questo libro cerca di contribuire con un granello di sabbia a questo indispensabile compito». Cosí scrive Mario Vargas Llosa spiegando il titolo di questo libro. Ad essere protagoniste qui sono le letture che hanno forgiato il suo modo di pensare e vedere il mondo negli ultimi cinquant’anni. È una cartografia dei pensatori liberali che lo hanno aiutato a sviluppare un nuovo corpus di idee dopo il grande trauma ideologico determinato dal disincanto verso la Rivoluzione cubana e dall’allontanamento dalle idee di Sartre. Adam Smith, José Ortega y Gasset, Friedrich von Hayek, Karl Popper, Raymond Aron, Isaiah Berlin e Jean-François Revel furono di enorme aiuto a Vargas Llosa durante gli anni del suo disagio intellettuale, mostrandogli altre tradizioni di pensiero che privilegiavano l’individuo di fronte alla tribú, alla nazione, alla classe o al partito, e che difendevano la libertà di espressione come valore fondamentale per l’esercizio della democrazia.
(Ed. Einaudi; Passaggi)

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Frankissstein – Jeanette Winterson

Incipit Frankissstein. Una storia d’amore

Quel che vedevamo – le rocce, la riva, gli alberi, le barche sul lago – aveva perso i propri contorni e si era confuso nel grigio sterminato di una settimana di pioggia. Anche la casa, che ci piaceva pensare fosse di pietra, ondeggiava in una fitta nebbiolina e, attraverso quella nebbiolina, di tanto in tanto, come in un sogno, appariva una porta o una finestra.
Ogni cosa solida si era dissolta nel suo equivalente acquoreo.
I vestiti non si asciugavano. Quando entravamo in casa, e ci dovevamo entrare, perché dovevamo uscire, portavamo quel tempaccio con noi. Cuoio impregnato d’acqua. Lana che puzzava di pecora.
C’è muffa sulla mia biancheria intima.

Incipit tratto da:
Titolo: Frankissstein. Una storia d’amore
Autrice: Jeanette Winterson
Traduzione: Chiara Spallino Rocca
Titolo originale: Frankissstein. A Love Story
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Jeanette Winterson

Copertine di Frankissstein di Jeanette Winterson

Incipit Frankissstein. A Love Story

What we could see, the rocks, the shore, the trees, the boats on the lake, had lost their usual definition and blurred into the long grey of a week’s rain. Even the house, that we fancied was made of stone, wavered inside a heavy mist and through that mist, sometimes, a door or a window appeared like an image in a dream.
Every solid thing had dissolved into its watery equivalent.
Our clothes did not dry. When we came in, and we must come in, because we must go out, we brought the weather with us. Waterlogged leather. Wool that stank of sheep.
There is mould on my underclothes

Incipit tratto da:
Title: Frankissstein. A Love Story
Author:Jeanette Winterson
Publisher: Jonathan Cape
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Sono passati ormai venticinque anni dal suo travolgente debutto con Non ci sono solo le arance, e da allora Jeanette Winterson si è imposta come “uno degli scrittori più audaci e inventivi dei nostri tempi”. Questo suo nuovo acclamatissimo romanzo costituisce la più recente puntata di una carriera letteraria unica: Frankissstein non è solo un’esplorazione di temi quantomai contemporanei, come il transumanesimo e l’intelligenza artificiale, ma è anche una storia d’amore sullo sfondo della quale si muovono protagonisti molto lontani nel tempo e nello spazio.
Lago di Ginevra, 1816: la diciannovenne Mary Shelley sta scrivendo una storia su uno scienziato che crea una nuova forma di vita. Nella Gran Bretagna di oggi, alle prese con i tormenti della Brexit, un giovane medico transgender di nome Ry si innamora di Victor Stein, un professore noto al grande pubblico per le sue posizioni sull’intelligenza artificiale, che conduce alcuni esperimenti in una rete sotterranea di tunnel. Nel frattempo, Ron Lord, divorziato da poco e spalleggiato dalla mamma, scalpita per lanciare il prodotto che lo renderà ricchissimo: una nuova generazione di bambole del sesso per uomini soli di tutto il mondo. Sull’altra sponda dell’Atlantico, a Phoenix, in Arizona, una struttura criogenica ospita dozzine di corpi di uomini e donne che sono morti dal punto di vista medico e legale, ma che attendono di tornare in vita.
Cosa accadrà quando l’Homo sapiens non sarà più l’essere più intelligente del pianeta? Jeanette Winterson ci mostra quanto quel futuro sia già assai vicino.
Sospeso tra hard sciences e il romanticismo più sognante, Frankissstein affronta in modo originalissimo e affascinante i temi che da sempre sono al centro delle opere della Winterson: il genere, la lingua, la sessualità, i limiti della libertà individuale e la vita delle idee.
(Ed. Mondadori)

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