“Domani è un altro giorno” disse Rossella O’Hara – Laura Pariani

Incipit “Domani è un altro giorno” disse Rossella O’Hara

A sei anni, la Bambina comincia a cavalcare sul suo cavallo Brigliadoro, innànz-indree da casa alla piazza del Paese della Noia, dove i Vecchiardi del Circolone passano il tempo a ciccare e giavanare. Ché, lí in piazza, la Noia si trasforma in Grande Sbadiglio, mentre l’ombra dei tigli si sposta lentissimamente e le sedie degli sputatori ne seguono il torpido movimento, come la lancetta delle ore del campanile.
La cavalcata avviene in genere a metà pomeriggio, quando Nonna immancabilmente si accorge che le manca qualcosa di indispensabile per il pasto serale. Col corollario che manda la Bambina alla cooperativa per una commissione. Allora, col biglietto della spesa in tasca, lei balza impetuosamente su Brigliadoro e, per contentare le voglie giratòrie della sua cavalcatura, allunga la strada fino a fare il giro completo del Paese della Noia.

Incipit tratto da:
Titolo: “Domani è un altro giorno” disse Rossella O’Hara
Autrice: Laura Pariani
Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Laura Pariani

Copertina di “Domani è un altro giorno” disse Rossella O’Hara di Laura Pariani
Quarta di copertina / Trama

Pace è una parola che la Bambina non concepisce. La sente usare qualche volta a scuola «quando la Maestra ordina: “Fate la pace”, che vuol dire stringere la mano a un Antipatico o addirittura uno Stronzo che durante l’intervallo ti ha pestato perché hai risposto con un calcio alla sua tirata di trecce. Macché pace. Le Bambine sono fatte per la Guerra». Con questo spirito battagliero e dissacrante, la Bambina affronta il mondo dei Grandi.
Dalla sua stanno straordinari insegnanti: le scene dei baci di Via col vento le fanno intuire i misteri dell’anatomia, una pila di «Grand Hotel» le apre gli occhi sulla metafisica, I ragazzi della via Paal le rivelano i trucchi della strategia, le canzoni di Fred Buscaglione le mostrano i meccanismi sociologici degli anni Cinquanta.
All’improvviso la sua vita è sfiorata da una tragedia: una compagna di giochi muore cadendo da una finestra. Si tratta di un incidente o qualcuno l’ha fatta cadere? O, addirittura, si è uccisa?… La Bambina vuole sciogliere questo mistero.
Capace di eroismi da Giovanna d’Arco e di funambolici salti sugli abissi, tenta di farsi giustizia da sé, sapendo bene che non potrà contare sull’aiuto di nessuno tranne di due solitari come lei: Bis, la sorella gemella che nessuno vede, e il timido Agnusdèi, vittima di un padre sadico.
Alla fine, nel momento di traversare la linea d’ombra dell’infanzia, quando le si chiede di rinunciare ai sogni, la Bambina decide di disobbedire infilandosi «scarpette rosse».
(Ed. Einaudi)

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