La congregazione – Alessandro Perissinotto

Incipit La congregazione

Adesso
Nel buio del suo nascondiglio, Elizabeth sente che la vita sta lentamente gocciolando via da lei, come i candelotti di ghiaccio che pendono dal cornicione della casa abbandonata e che sciogliendosi, con un ticchettio inesorabile sulla copertura di lamiera della rimessa, scandiscono il ritmo delle sue ultime ore. E accoglie quelle gocce con una rassegnazione di cui, fino a poco prima, non si sarebbe creduta capace. Si dice che, in fondo, le sono stati regalati quarant’anni di vita, che avrebbe già dovuto morire nel 1978 e che la morte non può essere beffata per due volte. Tra poco loro arriveranno. A questo punto, un’idea di dove lei sia ce l’hanno. Per qualche ora è riuscita a far perdere le sue tracce, ma per qualche ora soltanto. Loro sanno che è arrivata a Idaho Springs e che l’ultima localizzazione la pone all’ingresso dell’Argo Gold Mine. La troveranno, anche se ha scelto il percorso più improbabile. E forse è un bene che la trovino, altrimenti sarà il freddo a ucciderla. Quando non sentirà più le gocce sul tetto, vorrà dire che il sole è sceso oltre le montagne e che l’acqua è tornata a gelare: sarà solo l’inizio, la temperatura scenderà ancora e le sue membra si irrigidiranno a poco a poco. Meglio morire per ipotermia o per una pallottola nel cuore?

Incipit tratto da:
Titolo: La congregazione
Copertina: Elaborazione grafica di una cartolina degli anni ’70 di Frisco
Progetto grafico: Andrea Geremia
Autore: Alessandro Perissinotto
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Alessandro Perissinotto

Copertine di La congregazione di Alessandro Perissinotto

Quarta di copertina / Trama

Frisco, Colorado. Un tranquillo paese delle Rocky Mountains, a tremila metri di quota e a un centinaio di miglia da Denver. È qui, in una vecchia casa appena ereditata, che Elizabeth si trasferisce per scontare la pena che il giudice le ha inflitto per guida in stato di ebbrezza: ventiquattro mesi con la cavigliera elettronica e il divieto di superare i confini del villaggio. Per Elizabeth, spogliarellista a fine carriera, donna ancora molto bella e sempre più disincantata, Frisco è forse l’ultima occasione per cambiare vita.
La piccola comunità del paese è cordiale e accogliente, ma un giorno Elizabeth inizia a ricevere sgradevoli omaggi da un ignoto personaggio che sembra molto informato sul suo passato e soprattutto sembra conoscere molto bene ciò che lei ha impiegato una vita per tentare di dimenticare. Torna così a galla un incubo degli anni ’70, quando lei era solo una bambina, lo spettro di un massacro, a migliaia di chilometri da lì: la più grande strage di cittadini americani prima dell’11 settembre 2001. Sembra passata un’eternità, ma non è così ed Elizabeth se ne renderà conto quando capirà che qualcuno, dal passato, è tornato a cercarla con uno scopo preciso: finire il lavoro che la Storia aveva lasciato a metà.
Elizabeth, antieroina sensuale e ironica che potrebbe essere uscita da un film dei fratelli Coen, è un personaggio di invenzione, ma gli eventi drammatici che si affollano nella sua memoria sono verità e rappresentano uno dei capitoli più bui e sconvolgenti della storia americana. Fedele al proprio modo di fare letteratura, Perissinotto parte, come in molti suoi romanzi, dalle realtà dimenticate, dalle rimozioni collettive, ma questa volta decide di dare al racconto del vero i ritmi implacabili del thriller e di scandirli con una scrittura fredda e precisa come la lama di un coltello
(Ed. Mondadori)

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