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Andromeda Heights. Il regno 1 – Banana Yoshimoto

Incipit Andromeda Heights. Il regno 1

Verificai per telefono la prenotazione del biglietto aereo, controllai la lista delle cose da comprare, e poi scoppiai in lacrime. A breve Kaede sarebbe partito per Firenze e non avrebbe fatto ritorno prima di sei mesi almeno. Un anno, forse. O anche di più.
Mi sentivo triste e abbandonata, non vedevo vie d’uscita. Sapevo che quelli sarebbero stati i momenti più difficili e le mie emozioni, quasi vivessero di vita propria, cominciarono a infuriare con violenza sempre maggiore.
Il solo pensiero che lì, seduta a quel tavolo a sorseggiare una tazza di tè, non avrei più potuto raccogliere i pensieri cullata dalla voce di Kaede, che non avremmo più condiviso le nostre riflessioni, mi faceva venire un groppo in gola. Ma è la stessa sensazione che provo quando porto a termine un lavoro che poi si rivela buono. Quindi mi dissi che sarebbe andato tutto bene.
Trascrivevo con tutto l’impegno di cui ero capace le parole di Kaede registrate su nastro: così viaggiavo assieme a lui verso mondi sconosciuti.
Quello spazio indefinito da qualche parte nella sua testa… un posto né caldo né freddo, né infelice né felice, un flusso continuo, tutto qui. Mi bastava muovere un passo nella sua mente perché la percezione di questo mondo mi si offuscasse mentre il resto diventava neutrale e semplice. Nella testa di Kaede tutto era sempre molto sereno e tranquillo, in ordine, corretto.
Era diverso dagli altri, e questo avrebbe potuto forse confinarlo in sé stesso, ma a me anche le sue stravaganze trasmettevano belle sensazioni.
Il suo merito maggiore, però, stava nel non aver mai preteso di somministrare ad altri prediche e verità assolute.

Incipit tratto da:

Andromeda Heights.  Il regno 1 - Banana Yoshimoto
Quarta di copertina / Trama
Quando la nonna guaritrice decide di lasciare il Giappone, Shizukuishi si ritrova improvvisamente sola e deve abituarsi in fretta alla vita in città: uno spazio nuovo, incomprensibile e persino minaccioso. Porta sempre dentro di sé il ricordo della vita tra le sue amate montagne, in comunione perfetta con piante e animali, ripensa alle notti stellate e al verde brillante, alle mille manifestazioni della natura, agli sguardi delle persone che si avventuravano per quei sentieri impervi serbando nel cuore la speranza di una guarigione. Lontana dal suo ambiente, Shizukuishi cercherà una nuova famiglia, una casa in cui tornare, qualcuno da amare, una dimensione in cui poter essere se stessa.
E un giardino pieno di cactus. Una storia di solidarietà e amicizia, di rispetto per la natura e per gli esseri umani. Piccoli gesti, percezioni sottili, silenziosi linguaggi: un romanzo che invita a sospendere per qualche ora l’incredulità e a tornare alla gioia tranquilla delle cose semplici.
(Ed. Feltrinelli; I Narratori)

Bibliografia Banana Yoshimoto