Chiara di Assisi, Elogio della disobbedienza – Dacia Maraini

Incipit Chiara di Assisi, Elogio della disobbedienza

Cara scrittrice
Sono una studentessa siciliana, di un piccolissimo paese alle falde dell’Etna chiamato Santo Pellegrino. Sta in fondo a una isola disgraziata eppure bellissima che lei conosce bene e che io amo ma di cui sento addosso i difetti come tante pulci affamate.

Mi chiamo Chiara. Questo non le dirà nulla, ma per me invece è molto, moltissimo. Su questo nome luminoso, cristallino, su questo nome che parla di trasparenze pensose, mi sto rompendo la testa. L’origine della scelta è semplice, quasi banale: mia madre è molto religiosa e ha voluto mettermi il nome di Chiara perché sono nata proprio il giorno in cui si festeggia la santa, l’11 agosto – che poi sarebbe il giorno della sua morte, perché il giorno della sua nascita non è noto come non si conosce con esattezza l’anno, il 1193 o il 1194.
Banalità delle coincidenze. Se fossi nata il giorno di santa Genoveffa la mia sciagurata madre mi avrebbe chiamato Genoveffa? Stupidità da calendario, la definirei. Il fatto è che mio padre voleva chiamarmi come sua madre, Giuseppina e a mia madre quel nome aceva vomitare, pure a me a dire la verità fa vomitare; così per non farla vomitare, si sono accordati sulla santa del giorno, le pare una cosa seria? Insomma sarei il frutto di un compromesso. Un bel frutto davvero! Io che i compromessi li ho sempre sentiti come punte di coltello sulla carne.

Incipit tratto da:

Chiara di Assisi, Elogio della disobbedienza - Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama
È la storia di un incontro, questo libro intimo e provocatorio: tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all’ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede “il matto” di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne dalle orecchie a sventola e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un’esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un’epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice: una creatura che ha saputo dare vita a un linguaggio rivoluzionario e superare le regole del suo tempo per seguirne una, la sua.
(Ed. Rizzoli; La Scala)

Bibliografia Dacia Maraini