Donna in guerra – Dacia Maraini

Incipit Donna in guerra

Giacinto è andato a pescare. Si è alzato alle sette. Prima ancora di lavarsi la faccia ha allineato per terra i suoi attrezzi da pesca; li ha puliti uno per uno con uno straccio intinto nel petrolio.
Abbiamo preso il caffè in cortile, all’ombra dei banani. I vicini dormono ancora. È domenica. Giacinto si è infilato il costume da bagno nero. Ha inghiottito l’ultimo boccone di pane intinto nel latte. Si è avviato verso il portoncino che dà sulla strada. L’ho guardato camminare: la pelle bianca, farinosa, le lunghe gambe coperte di ricci biondi, la nuca sparuta, le spalle magre. Ha l’aria di un ragazzo indeciso e solitario.

Incipit tratto da:

Donna in guerra - Dacia Maraini

Quarta di copertina / Trama
Venticinque anni, siciliana d’origine, Vannina fa la maestra in una scuola elementare della periferia romana con rassegnata apatia. Suo marito Giacinto fa il meccanico. È «gentile, assorto, meticoloso», paternalista. La loro convivenza pare trascinari senza scosse, quando una vacanza estiva su un’isola mette bruscamente Vannina davanti ad una realtà diversa dal grigio mondo delle consuetudini. Con un linguaggio impastato di superstizioni e ossessioni e pregiudizi, le donne dell’isola la coinvolgono in una trama di storie inquietanti: le licenziosità dei ricchi, i figli dei pescatori che si vendono alle straniere. Ma per lei sarà importante soprattutto l’incontro con un gruppo di giovani extraparlamentari, che la trascinano nella loro attività politica. Dapprimaritagliata come per negativo nel poco spazio che gli altri – impegnati a vivere con furioso egoismo biologico – le lasciano, Vannina diventa, da pura spettatrice di appetiti e velleità, la protagonista della propria liberazione, e matura una presa di coscienza che la porterà a scelte radicali.
Svolto in forma di diario, il romanzo non riflette soltanto una esperienza personale, sia pure significatava ed emblematica. Nel dialogo fitto e concitato, nelle sorprese e negli scatti della vicenda, Dacia Maraini è riuscita a rappresentare i nodi e i problemi che agitano la vita civile nell’Italia degli anni ’70: non soltanto la condizione della donna (e soprattutto della donna del Sud), ma le tensioni sociali, i ritardi della scuola, la degradazione di Napoli e delle borgate romane, il lavoro a domicilio, la violenza delle istituzioni, la rivolta dei giovani. Il libro sembra avere talvolta la pregnanza di un ducumento sociologico, e nasce anche dall’effettiva diretta conoscenza che la Maraini ha della realtà che descrive; ma una scrittura viva e immaginosa e un ritmo sempre teso ne fanno un congegno narrativo di forte suggestione.
(Ed. Einaudi; 1975)

Bibliografia Dacia Maraini

Da questo romanzo il film Io sono mia per la regia di Sofia Scandurra (1977)

Locandina Io sono mia