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Il grande albero – Susanna Tamaro

Incipit Il grande albero

Questa storia comincia tanti, ma tanti anni fa, quando un piccolo seme alato si staccò da una pigna sospesa su un ramo e, dopo aver volteggiato per un po’ nell’aria, planò nel bel mezzo di una grande radura.
Era un mattino di tarda primavera, dalle alte cime giungeva ancora l’odore freddo della neve e i ruscelli scendevano a valle gonfi delle acque del disgelo.

Incipit tratto da:

Il grande albero - Susanna Tamaro

Quarta di copertina / Trama
Un abete, nato nel mezzo di una radura, all’inizio così piccolo e sottile da confondersi con l’erba, diventa un albero possente che troneggia nel mezzo del bosco e suscita l’ammirazione di tutti.
Nell’arco della sua lunga esistenza incontra l’imperatore d’Austria e la principessa Sissi, rischia di diventare un violino, ascolta i sussurri degli innamorati e i versi dei poeti.
Un giorno, però, tutto cambia, l’abete viene tagliato e lascia la radura dove è nato. Suo malgrado, conosce così la vita della metropoli, diventando l’albero di Natale di Piazza San Pietro a Roma.
Ma Crik, uno scoiattolo dal pelo deliziosamente ramato che abita tra le sue fronde, è determinato a salvare il maestoso abete dal suo triste destino e fa di tutto per tornare insieme a lui nel bosco.
L’unica persona in grado di aiutarli è quel puntino bianco che Crik vede affacciato a una finestra di un grande palazzo, quell’uomo che tutti ascoltano in devoto silenzio: il Papa.
(Ed. Giunti; Le strenne)

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