L’ispettore Morse e le morti di Jericho – Colin Dexter

Non particolarmente bella, pensò

Incipit L’ispettore Morse e le morti di Jericho

Non particolarmente bella, pensò. Sempre che si possa misurare la bellezza di una donna in base a un parametro oggettivo, per così dire sub specie aeternae pulchritudinis. Eppure, nell’ora che era più o meno trascorsa dopo lo scambio di convenevoli durante la fugace presentazione, i loro occhi si erano incrociati varie volte, agganciandosi. Dopo il terzo bicchiere di vino rosso presumibilmente di ottima qualità decise di provare ad allontanarsi dalla crocchia di conoscenti con cui s’era intrattenuto fino a quel momento.
Facile.

Incipit tratto da:
Titolo: L’ispettore Morse e le morti di Jericho
Autore: Colin Dexter
Traduzione: Luisa Nera
Titolo originale: The Dead of Jericho
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Colin Dexter

Copertine di L’ispettore Morse e le morti di Jericho di Colin Dexter

Incipit The Dead of Jericho

Not remarkably beatiful, he thought. Not, that is to say, if one could ever measure the beauty of a woman on some objective scale: sub specie aeternae pulchritudinis , as it were. Yet several times already, in the hour or so that followed the brisk, perfunctory ‘hallos’ of their introduction, their eyes had met across the room – and held. And it was after his third glass of slightly superior red plonk that he managed to break away from the small circle of semi-acquaintances with whom he’d so far been standing.
Easy.

Incipit tratto da:
Titolo: The Dead of Jericho
Autore: Colin Dexter
Casa editrice: Pan Macmillan
Quarta di copertina / Trama

«Morta, morta, morta. E… Dio mio! Si era impiccata, a quanto dicevano. Una donna affettuosa, attraente, viva… e si era impiccata. Perché? Perché? Perché?».
L’irritante, bisbetico ispettore capo Morse ammira le donne ma ha una certa resistenza a concludere. Una sera qualunque, a un ricevimento, incontra una signora bella e disponibile, dotata di uno spirito e di una grazia seducenti. Nonostante l’attentato alla sua testarda solitudine sia molto promettente, un misto di indolenza e di pessimismo porta l’ispettore a non continuare l’avventura. Ma sei mesi dopo, per una di quelle «ironie della vita» (per citare Thomas Hardy, di cui forse si avverte l’influsso in questa storia così amara), Morse, trovandosi per caso nel quartiere di Jericho a nord di Oxford dove la donna abitava, scopre la sua fine desolata.
È proprio così, è un suicidio? L’istinto di investigatore di Morse non può appagarsi con tanta superficialità e comincia un’inchiesta che batte a tappeto tutte le persone e tutte le occasioni legate alla fine di Anne Scott: gli amanti, gli alunni, i colleghi del circolo di lettura, le signore del circolo del bridge, i vicini di casa – quelli maligni, quelli amichevoli e quelli solo indifferenti. Registrando, con stupore crescente per il lettore, quante persone qualunque potrebbero avere un buon movente per uccidere una donna così amabile. Difatti sono diverse le piste seguite e numerosi i vicoli ciechi, poco prima di imboccare i quali, il lettore è convinto con Morse di essere prossimo a una soluzione in realtà lontana.
La storia, si svolge in un’atmosfera di particolare malinconia, perché Anne è una donna che davvero fa innamorare e l’occasione per Morse era unica: e in generale perché tutto sembra sfidato dal destino, con una sfilza di «se solo… se solo…» per i tanti personaggi. L’intreccio è geniale, dando la sensazione di poter contenere più soluzioni dell’enigma ugualmente funzionanti e quindi altrettanti romanzi. Con un effetto finale del tutto inatteso. A confermare che lo scrittore Colin Dexter è il grande rinnovatore e il massimo esponente attuale del giallo di scuola inglese.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Bibliografia Colin Dexter

Pubblicato anche con il titolo: I morti di Jericho