La spiaggia di Falesà – Robert Louis Stevenson

Incipit La spiaggia di Falesà

Quando vidi l’isola per la prima volta non era né notte né giorno. La luna calava a ponente, ancora grande e luminosa. Verso levante, proprio in mezzo alla rosea aspersione dell’ala, la stella del mattino scintillava come un diamante. La brezza di terra ci investiva in pieno volto con l’odore acuto di cedro selvatico e di vaniglia; e di altre piante profumate, ma erano queste ad imporsi; il soffio fresco mi fece starnutire. Devo dire che ero stato per anni in un’isola più in basso, lungo la linea equatoriale, dove avevo condotto, per la maggior parte del tempo, un’esistenza solitaria fra gli indigeni. Questa era un’esperienza nuova. La stessa lingua mi suonava estranea del tutto e la vista di quei monti e di quelle boscaglie, e il loro intenso profumo, mi rigenerava il sangue.
(Un matrimonio nei mari del Sud)

Incipit tratto da:

La spiaggia di Falesà di Robert Louis Stevenson
Incipit The Beach of Falesa

I saw that island first when it was neither night nor morning. The moon was to the west, setting, but still broad and bright. To the east, and right amidships of the dawn, which was all pink, the daystar sparkled like a diamond. The land breeze blew in our faces, and smelt strong of wild lime and vanilla: other things besides, but these were the most plain; and the chill of it set me sneezing. I should say I had been for years on a low island near the line, living for the most part solitary among natives. Here was a fresh experience: even the tongue would be quite strange to me; and the look of these woods and mountains, and the rare smell of them, renewed my blood.
(A South Sea Bridal)

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