Sangue dal cielo - Marcello Fois
Incipit Sangue dal cielo
Pioveva a puà les.
Getti possenti d’acqua ostinata andavano a schiantarsi contro la crosta granitica ammuffita di cespugli grassi.
Il cielo aveva posizionato l’artiglieria pesante al gran completo: obici e mortai. Acqua esplodeva in saette s’acciaio battendo sulle superfici grigio rosate delle rocce, deflagrando in una raggiera vaporosa di spilli acutissimi.
Al quarto giorno, le montagne, le vallate, i colli che circondavano sa bidda erano erano diventati una spugna incapace di assorbimento, rigurgitanti acqua inaccettabile. E la terra intorno cominciava a dire che ne aveva abbastanza come se ogni giorno ne valesse dieci e fossimo arrivati al quarantesimo del diluvio, quando, per quel pezzo di pane di Noè e per i suoi figli, fu chiaro che l’acqua aveva portato ancora acqua e che il cielo, diventato una brocca immensa, aveva versato pesanti biglie di vetro, contro il seccùme dei fieni, contro le terre seminate, contro le schiene lanate dei bestiami, contro i tetti di canna e le tegole, contro le crepe dei dirupi, contro il malanimo e l’invidia e l’avidità e la lussuria eccetera; ma era altrettanto chiaro, una colomba col ramoscello d’ulivo nel becco l’aveva dimostrato senza ombra di dubbio che tutto era finito, proprio in quel quarantesimo giorno. Perlomeno si era fissato un termine, insomma.
Incipit tratto da:
- Titolo: Sangue dal cielo
- Autore: Marcello Fois
- Casa editrice: Il Maestrale- Frassinelli
