Signori bambini - Daniel Pennac
Incipit Signori bambini
“Immaginazione non significa menzogna.”
Crastaing lo urlava senza alzare la voce.
“Immaginazione non significa menzogna!”
La sua cartella vomitava i nostri compiti sulla cattedra.
“Lo fate apposta?”
Nessuno lo faceva apposta. Bisognava essere dementi per farlo apposta.
“Quante volte dovrò ripetervelo?”
Trent’anni dopo, lo ripeteva ancora:
“Immaginazione non significa menzogna!”.
Incipit tratto da:
- Titolo: Signori bambini
- Autore: Daniel Pennac
- Traduzione: Yasmina Melaouah
- Titolo originale: Messieurs les enfants
- Casa editrice: Feltrinelli
Quarta di copertina / Trama
Monsieur Craistang, professore di francese a Belleville, sorprende tre suoi allievi che si passano sotto banco uno schizzo satirico: una folla inferocita marcia dietro uno striscione che recita “Craistang ti faremo la pelle”. La punizione è immediata: per il giorno successivo dovranno portare un tema basato sull’ipotesi che i genitori possono ritornare bambini e i bambini diventare improvvisamente genitori. Ma lo scambio dei ruoli da ipotetico si fa ben presto reale e i “signori bambini” Igor, Joseph e Nouredine si trovano a dover fare la parte degli adulti in una complicata e condraddittoria Belleville contemporanea. A dirne le avventure è il padre di Igor, Pierre, morto di Aids per una trasfusione, che nel suo pigiama a righe narra dalla tomba al cimitero Père Lachaise. Grazie alla prospettiva stravolta e intenerita della voce narrante, cose e persone sono viste in modo insieme allucinato e lucido, favoloso e dolce. E alla fine sorge il dubbio che sia stato proprio Pierre a combinare tutto per restituire un po’ della felicità scomparsa con la sua morte.
Contemporaneamente alla pubblicazione del libro di Daniel Pennac in Francia nel 1998 è uscito il film omonimo diretto dall’amico Pierre Boutron. Scrittore e regista si sono sfidati e hanno lavorato assieme al progetto di raccontare, ciascuno a suo modo, la stessa storia. Unica condizione: l’uno non doveva leggere il libro prima che l’altro vedesse il film.
(Ed.Feltrinelli; Economica Universale)
