L’ultima corsa per Woodstock – Colin Dexter

«Aspettiamo ancora cinque minuti, ti prego»

Incipit L’ultima corsa per Woodstock

«Aspettiamo ancora cinque minuti, ti prego» disse la ragazza in pantaloni blu e impermeabile estivo. «Sono sicura che arriva subito».
Del tutto sicura non era, però, e per la terza volta si girò a esaminare l’orario affisso nella cornice rettangolare sotto il cartello della fermata. Ma la sua mente non si era mai mossa con scioltezza tra le colonne di numeri, e il dito che tracciava un’incerta rotta orizzontale dal margine sinistro del riquadro non sembrava destinato a incontrare nel punto giusto quello che calava lungo una direttrice più o meno verticale a partire dal bordo superiore. La ragazza che le stava accanto dondolandosi impaziente da un piede all’altro disse: «Fa’ un po’ quello che vuoi».

Incipit tratto da:
Titolo: L’ultima corsa per Woodstock
Autore: Colin Dexter
Traduzione: Luisa Nera
Titolo originale: Last bus to Woodstock
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Colin Dexter

Copertine di L’ultima corsa per Woodstock di Colin Dexter

Incipit Last Bus to Woodstock

‘Let’s wait just a bit longer, please,’ said the girl in dark-blue trousers and the light summer coat. ‘I’m sure there’s one due pretty soon.’
She wasn’t quite sure though, and for the third time she turned to study the time-table affixed in its rectangular frame to Fare Stage 5. But her mind had never journeyed with any confidence in the world of columns and figures, and the finger tracing its tentatively horizontal course from the left of the frame had little chance of meeting, at the correct coordinate, the finger descending in a vaguely vertical line from the top. The girl standing beside her transferred her weight impatiently from one foot to the other and said, ‘I don’ know abou’ you.’

Incipit tratto da:
Title: Last Bus to Woodstock
Author: Colin Dexter
Publisher: Pan Macmillan
Language: English
Quarta di copertina / Trama

Con Colin Dexter, a detta dei critici, siamo ai piani alti dell’arte del poliziesco. Uno scrittore di timbro classico, da paragonare a Ruth Rendell e P. D. James. L’ambientazione è tipicamente inglese: l’Inghilterra da cartolina, dei pub e dei sobborghi verdi, cui però si aggiunge subito il graffio della violenza e delle sordide passioni. Limpida è la razionalità del puzzle, privo di effetti appariscenti e senza l’eccitante dell’azione a tutti i costi: ma l’enigma dell’intreccio non è mai creato grazie alla trovata cervellotica, semmai sono le sorprese che riserva la vita quotidiana a rimescolare e confondere. E l’umanità dei personaggi, così come il retroterra culturale che sostiene ogni pagina, affiora soprattutto nell’ininterrotto filo di ironia, a volte amara, a tratti malinconica, perfino ammiccante con i lettori alle spalle dei protagonisti della narrazione. Insomma nei romanzi di Colin Dexter scopriamo una prova, tra le più interessanti e riuscite, di rinnovamento del giallo inglese tradizionale. L’ispettore E. Morse e il suo aiuto, il sergente Lewis, sono in L’ultima corsa per Woodstock al loro esordio da protagonisti della serie che comprende più di dieci casi. Si sono presi subito, quando Morse ha chiesto al subalterno: «Crede che stia perdendo tempo?» e Lewis ha risposto senza affanno: «Sì signore». Il sergente ha appreso presto a concepire come utili all’inchiesta i cruciverba del superiore, la passione per Wagner, i sarcasmi fuori luogo, il bere, la solitudine. L’occhio scrutatore di Morse, infatti, sembra sempre rivolto verso l’interno, dentro lui stesso mentre guarda la vita degli altri scivolare in cupi drammi. All’inizio, la bella Sylvia Kaye, scomparsa alla fermata per Woodstock, ritrovata ore dopo uccisa in modo brutale nel pub a nord di Oxford, era sembrata l’interprete di una tragedia di ordinario orrore. L’inchiesta s’era avviata agevolmente. Tanto che «Morse si era sentito fiducioso nelle proprie capacità, come uno studente che, alle prese con un insidioso problema di matematica, in segreto si tenga accanto il libro delle risposte». Presto però una ragazza cocciuta e intelligente aveva aperto le prime crepe nel castello di sabbia dell’investigatore. E non era stato l’unico contrattempo. Una serie esasperante di trabocchetti, false piste, colpi di scena, convinceva Morse che, forse, «il libro delle risposte conteneva un errore».
(Ed. Sellerio)

Bibliografia Colin Dexter

Pubblicato anche con il titolo: L’ultimo autobus per Woodstock