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La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa

Incipit La zia Julia e lo scribacchino

In quel tempo remoto, io ero molto giovane e vivevo con i miei nonni in una villa dai muri bianchi di calle Ocharan, a Miraflores. Studiavo all’università di San Marcos, legge, mi sembra, rassegnato a guadagnarmi più tardi la vita da libero professionista, anche se, in fondo, mi sarebbe piaciuto di più riuscir a diventare uno scrittore. Avevo un lavoro con titolo pomposo, stipendio modesto, appropriazioni illecite e orario elastico: direttore delle Informazioni di Radio Panamericana.
Consisteva nel ritagliare le notizie interessanti che comparivano sui quotidiani e truccarle un po’ per poterle leggere nei bollettini. La redazione ai miei ordini era costituita da un ragazzo dai capelli imbrillantinati e amante delle catastrofi chiamato Pascual. C’erano bollettini a ogni ora, di un minuto, salvo quelli di mezzogiorno e delle nove, che erano di quindici, ma noi me preparavamo diversi insieme, sicché io andavo molto in giro per strada, a bere caffè nella Colmena, qualche volta a lezione, e negli studi di Radio Central, più animati di quelli dove lavoravo io.

Incipit tratto da:

  • Titolo: La zia Julia e lo scribacchino
  • Autore: Mario Vargas Llosa
  • Traduzione: Angelo Morino
  • Titolo originale: La tía Julia y el escribidor
  • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Mario Vargas Llosa

La zia Julia e lo scribacchino di Mario Vargas Llosa

Incipit La tía Julia y el escribidor

En ese tiempo remoto, yo era muy joven y vivía con mis abuelos en una quinta de paredes blancas de la calle Ocharán, en Miraflores. Estudiaba en San Marcos, Derecho, creo, resignado a ganarme más tarde la vida con una profesión liberal, aunque, en el fondo, me hubiera gustado más llegar a ser un escritor. Tenía un trabajo de título pomposo, sueldo modesto, apropiaciones ilícitas y horario elástico: director de Informaciones de Radio Panamericana. Consistía en recortar las noticias interesantes que aparecían en los diarios y maquillarlas un poco para que se leyeran en los boletines.
La redacción a mis órdenes era un muchacho de pelos engomados y amante de las catástrofes llamado Pascual. Había boletines cada hora, de un minuto, salvo los de mediodía y de las nueve, que eran de quince, pero nosotros preparábamos varios a la vez, de modo que yo andaba mucho en la calle, tomando cafecitos en la Colmena, alguna vez en clases, o en las oficinas de Radio Central, más animadas que las de mi trabajo.

Incipit tratto da:

  • Título : La tía Julia y el escribidor
  • Autor : Mario Vargas Llosa
  • Editor : Punto de Lectura
  • Lengua : Español

Quarta di copertina / Trama
Pedro Camacho, detto il «Balzac creolo», è uno strano e fecondissimo inventore di trame melodrammatiche e truculente per un programma feuilleton di Radio Lima. Tutti in città attendono con impazienza le «puntate» della sua fantasia, fatte di arresti misteriosi, morti segrete, incesti, sangue e passioni. In parallelo scorre la storia di Mario – pallidamente autobiografica, come il nome del protagonista lascia intendere – giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell’immaginario. Ma anche lui ha la sua storia complicata da raccontarci: s’innamora, quasi con platonica indifferenza, d’una zia vedova e piú matura, che finirà per sposare, prima di trasferirsi in Europa e affermarsi come scrittore.
Due biografie simmetriche che si mescolano e si intersecano mettendo a confronto il truculento mondo di Camacho con gli ideali del giovane scrittore, in un variopinto e irresistibile caleidoscopio. Un’invenzione continua di storie fantasiose e reali che rivela la straordinaria capacità affabulatoria di Vargas Llosa.
(Einaudi; Tascabili Letteratura)

Bibliografia Mario Vargas Llosa

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