L’ultima patria – Matteo Righetto

I due uomini si stesero furtivamente a terra

Incipit L’ultima patria

I due uomini si stesero furtivamente a terra, infreddoliti ma silenziosi come serpenti in agguato, attenti a non farsi vedere né sentire. Rimasero immobili per qualche minuto, mentre i cimali dei pecci intorno a loro ondeggiavano lentamente.
Acquattati ai margini del bosco, tra cespugli di lamponi ormai avvizziti e le grandi foglie di laváz disseminate tutt’intorno, lo osservavano mentre in un raro momento di spensieratezza spiegava a suo figlio come si ferra un cavallo.
Augusto De Boer, il piccolo Sergio e Sansone si trovavano venti o trenta metri più sotto, sopravento rispetto a loro. I due fissarono Augusto e poi si guardarono negli occhi come due predatori eccitati, scambiandosi un ghigno di complicità.
In quell’istante uscì la moglie di Augusto e, un attimo dopo, la figlia maggiore.
I due uomini proni non batterono ciglio.
Con il suo solito modo frettoloso di camminare, Agnese raggiunse la legnaia e afferrò una decina di ceppi di faggio, poi disse qualcosa al marito e al figlio, che le risposero.
I due nel bosco non colsero quel dialogo, nonostante la brezza salisse verso di loro.

Incipit tratto da:
Titolo: L'ultima patria
Autore: Matteo Righetto
Casa editrice: Mondadori

Bibliografia Matteo Righetto

Copertine di L'ultima patria di Matteo Righetto
Quarta di copertina / Trama

È il 1898, un freddo mese di novembre. Sulle arcigne montagne tra l’altopiano di Asiago e la val Brenta, a Nevada, gli abitanti sono ormai quasi del tutto scomparsi: la maggior parte di loro, oppressa da una spaventosa povertà, ha abbandonato i luoghi d’origine per emigrare in America in cerca di fortuna. Jole ha compiuto vent’anni e cresce sempre più bella mentre la sua giovane sorella Antonia ha seguito la vocazione religiosa e ha deciso di farsi monaca; il fratellino Sergio è preda di strani tremori dovuti a una causa misteriosa e viene affidato alle cure della “Santa”, la guaritrice di un paese vicino. La momentanea apparente quiete della zona viene sconvolta quando entrano in azione due banditi che hanno intercettato il tesoro di lingotti guadagnati dal capofamiglia Augusto nel vecchio contrabbando con l’Austria-Ungheria. Jole si troverà da sola a fronteggiare il disastro: mossa da una sete di vendetta e armata soltanto del fucile paterno, si lancerà con l’inseparabile destriero Sansone sulle tracce degli assassini per fare giustizia.
Ad accompagnarla saranno ancora una volta il vento e le stelle, che la circondano in uno scenario mozzafiato. Durante l’inseguimento, Jole attraverserà all’ultimo respiro boschi e paesi innevati e supererà continue difficoltà, senza mai perdere la determinazione che la contraddistingue, in accordo con la magia della natura e la fedeltà ai propri valori, lungo un viaggio che la costringerà ad andare molto più lontano di quanto avesse mai immaginato. “Perché, a differenza del confine tra due Stati, la frontiera tra il bene e il male quasi mai si riesce a scorgerla con gli occhi.” L’ultima patria è il secondo romanzo della “Trilogia della Patria”. Dopo L’anima della frontiera, Matteo Righetto riprende a narrare con inalterato vigore l’epopea dei De Boer in un western letterario di mirabile spessore e atmosfera, mettendo in scena l’incessante anelito del genere umano verso il riscatto.
(Ed. Mondadori)

Cronologia opere Matteo Righetto