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Lamento di Portnoy – Philip Roth

Incipit Lamento di Portnoy

Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita. Come suonava la campanella dell’ultima ora, mi precipitavo fuori di corsa chiedendomi se ce l’avrei fatta ad arrivare a casa prima che riuscisse a trasformarsi di nuovo. Al mio arrivo lei era già regolarmente in cucina, intenta a prepararmi latte e biscotti. Invece di spingermi a lasciar perdere le mie fantasie, il fenomeno non faceva che aumentare il mio rispetto per i suoi poteri. Ed era sempre un sollievo non averla sorpresa nell’atto dell’incarnazione, anche se non smettevo mai di provarci; sapevo che mio padre e mia sorella ignoravano la vera natura di mia madre, e il peso del tradimento, che immaginavo avrei dovuto affrontare se l’avessi colta sul fatto, era più di quanto intendessi sopportare all’età di cinque anni. Credo addirittura di aver temuto che, qualora l’avessi vista rientrare in volo da scuola attraverso la finestra della camera o materializzarsi nel grembiule, membro dopo membro, da uno stato d’invisibilità, avrei dovuto per questo morire.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Lamento di Portnoy
    • Autore: Philip Roth
    • Traduzione: Roberto C. Sonaglia
    • Titolo originale: Portnoy’s Complaint
    • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Philip Roth

Lamento di Portnoy di Philip Roth

Incipit Portnoy’s Complaint

She was so deeply embedded in my consciousness that for the first year of school I seem to have believed that each of my teachers was my mother in disguise. As soon as the last bell had sounded, I would rush off for home, wondering as I ran if I could possibly make it to our apartment before she had succeeded in transforming herself. Invariably she was already in the kitchen by the time I arrived, and setting out my milk and cookies. Instead of causing me to give up my delusions, however, the feat merely intensified my respect for her powers. And then it was always a relief not to have caught her between incarnations anyway- even if I never stopped trying; I knew that my father and sister were innocent of my mother’s real nature, and the burden of betrayal that I imagined would fall to me if I ever came upon her unawares was more than I wanted to bear at the age of five. I think I even feared that I might have to be done away with were I to catch sight of her flying in from school through the bedroom window, or making herself emerge, limb by limb, out of an invisible state and into her apron.

Incipit tratto da:

  • Title: Portnoy’s Complaint
  • Author: Philip Roth
  • Publisher: Vintage
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
A partire dalla famiglia ebraica: il padre, un assicuratore sempre vissuto in funzione della propria stitichezza e la madre, «che radar, quella donna! Mi controllava le addizioni in cerca di errori; i calzini alla ricerca di buchi; le unghie, il collo, ogni piega o grinza del mio corpo alla ricerca di sporcizia».
Quel che ad Alex però interessa più di tutto è il sesso. E dopo un’adolescenza trascorsa chiuso a chiave nel bagno, «a spremersi il pisello nella tazza del gabinetto», Alex vive una storia dietro l’altra, sempre con ragazze non ebree, quasi che penetrando loro potesse anche penetrarne l’ambiente sociale: «come se scopando volessi scoprire l’America. Conquistare l’America». Fino alla storia di sesso travolgente e sfrenato con la «Scimmia» e all’epilogo, come ultima spiaggia, in Israele, dove Alex, totalmente incredulo, si accorge di come lí sia tutto ebraico. «Questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica»
(Ed. Einaudi; ET Scrittori)

Bibliografia Philip Roth

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