Lamento di Portnoy - Philip Roth

Incipit Lamento di Portnoy

Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita. Come suonava la campanella dell’ultima ora, mi precipitavo fuori di corsa chiedendomi se ce l’avrei fatta ad arrivare a casa prima che riuscisse a trasformarsi di nuovo. Al mio arrivo lei era già regolarmente in cucina, intenta a prepararmi latte e biscotti. Invece di spingermi a lasciar perdere le mie fantasie, il fenomeno non faceva che aumentare il mio rispetto per i suoi poteri. Ed era sempre un sollievo non averla sorpresa nell’atto dell’incarnazione, anche se non smettevo mai di provarci; sapevo che mio padre e mia sorella ignoravano la vera natura di mia madre, e il peso del tradimento, che immaginavo avrei dovuto affrontare se l’avessi colta sul fatto, era più di quanto intendessi sopportare all’età di cinque anni. Credo addirittura di aver temuto che, qualora l’avessi vista rientrare in volo da scuola attraverso la finestra della camera o materializzarsi nel grembiule, membro dopo membro, da uno stato d’invisibilità, avrei dovuto per questo morire.

Incipit tratto da:

  • Titolo: Lamento di Portnoy
  • Autore: Philip Roth
  • Traduzione: Roberto C. Sonaglia
  • Titolo originale: Portnoy’s Complaint
  • Casa editrice: Einaudi
  • Bibliografia Philip Roth

Incipit Portnoy’s Complaint

She was so deeply imbedded in my consciousness that for the first year of school I seem to have believed that each of my teachers was my mother in disguise.

Incipit tratto da:

  • Title: Portnoy’s Complaint
  • Author: Philip Roth
  • Publisher: Vintage
  • Language: English

lamento-di-portnoyphilip-roth.jpg

Quarta di copertina / Trama
A partire dalla famiglia ebraica: il padre, un assicuratore sempre vissuto in funzione della propria stitichezza e la madre, «che radar, quella donna! Mi controllava le addizioni in cerca di errori; i calzini alla ricerca di buchi; le unghie, il collo, ogni piega o grinza del mio corpo alla ricerca di sporcizia».
Quel che ad Alex però interessa più di tutto è il sesso. E dopo un’adolescenza trascorsa chiuso a chiave nel bagno, «a spremersi il pisello nella tazza del gabinetto», Alex vive una storia dietro l’altra, sempre con ragazze non ebree, quasi che penetrando loro potesse anche penetrarne l’ambiente sociale: «come se scopando volessi scoprire l’America. Conquistare l’America». Fino alla storia di sesso travolgente e sfrenato con la «Scimmia» e all’epilogo, come ultima spiaggia, in Israele, dove Alex, totalmente incredulo, si accorge di come lí sia tutto ebraico. «Questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica»
(Ed. Einaudi; ET Scrittori)

Bibliografia Philip Roth

Lascia un commento