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Nido vuoto – Alicia Giménez-Bartlett

Incipit Nido vuoto

Un centro commerciale non è certo il sogno della mia vita per trascorrere un sabato pomeriggio. Ma chi può permettersi di pensare ai sogni quando le necessità, come sempre, s’impongono? Decisi di farmi forza. Sarei uscita due ore prima dal lavoro per dedicarmi agli acquisti. Stesi una lista di tutto quanto mi occorreva e finii per stupirmene io stessa: calzettoni da ginnastica, dischetti per il computer, lampadine, riso integrale, l’ultimo libro di Philip Roth e… stracci per la polvere. Neanche volendolo sarei riuscita a mettere insieme un campionario più eterogeneo. Evidentemente sono una donna dalle esigenze molteplici. Proprio questo mi costringe a recarmi di tanto in tanto in un centro commerciale, il solo luogo al mondo dove tutto coesiste con tutto in insensata contiguità.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Nido vuoto
    • Autrice: Alicia Giménez-Bartlett
    • Traduzione: Maria Nicola
    • Titolo originale: Nido vacío
    • Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Alicia Giménez-Bartlett

Nido vuoto di Alicia Giménez-Bartlett
Incipit Nido vacío

Un centro comercial no es el sueño de mi vida para pasar las tardes de sábado. Pero en fin, ¿quién piensa en sueños cuando las necesidades diarias se imponen, es decir, siempre? Luego recapacité, anticiparía en dos horas el final de mi horario de trabajo y así podría comprar. Hice una lista con todo lo que necesitaba y me quedé bastante sorprendida. Calcetines de gimnasia, disquetes de ordenador, bombillas, arroz integral, el último libro de Philip Roth y bayetas para el polvo. Ni habiéndolo pensado a propósito podría haber elaborado un muestrario más heterogéneo. Debo de ser mujer de exigencias variadas, lo cual me obligaba a visitar un centro comercial, único lugar del mundo donde coexiste lo absurdo sin que a nadie le extrañe.

Incipit tratto da:

Quarta di copertina / Trama
Difficile immaginare Petra Delicado in un centro commerciale, «il solo luogo al mondo in cui tutto coesiste in insensata contiguità». Lei, che sembra trovare ordine e serenità, che sembra ricavare energia dai brulicanti paesaggi delle vecchie strade, che sembra orientare il suo intuito solo nella commedia umana dei quartieri cittadini. Come un Maigret cresciuto nell’orgoglio femminista, che ha bisogno di fiutare le case, le botteghe, le atmosfere. E infatti in un centro commerciale, mentre insolitamente fa provviste e depreca i tempi, le capita l’inaudito: «La mia Glock era sparita. Farsi rubare la pistola da una bambina, il colmo del ridicolo per un poliziotto». Così, questo nuovo caso per lei e per il fido vice Garzón, inizia nella maniera più banale, sulle tracce di una minuscola ladra di pistole di non più di otto anni. Che rapidamente però la conduce in uno dei soliti inferni, covanti sottotraccia, in cui, procedendo tra qualche cadavere e passi falsi, si immerge la sua inchiesta di strada. Percorsi che seguono, si direbbe, un contenuto latente e uno manifesto: essendo manifesto il fine di sconfiggere il crimine e i criminali (qui un disgustoso e pietoso caso di sfruttamento infantile); ma strisciando al di sotto, una, molto ironica e molto feroce, critica al conformismo sociale che rende più inquietante ogni delitto. Ed è questo incantevole incastro di elementi e registri diversi che ha fatto dei romanzi gialli di Alicia Giménez-Bartlett, e della sua dura detective, insieme all’immancabile vice, Fermín Garzón, un caso letterario seguito dalla critica e amato dai lettori. Il movimento realistico e scabro dell’indagine poliziesca; un dialogo da commedia di puro divertimento, soprattutto incardinato nei duetti con Garzón, un Sancho Panza di carattere e ideologia opposti al suo Don Chisciotte femmina; un gusto per la scena che si esprime nella innumerevole galleria di personaggi, maschere che affollano le quinte dell’intrigo criminale.
(Ed. Sellerio; La Memoria)

Bibliografia Alicia Giménez-Bartlett

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