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Quando lei era buona – Philip Roth

Incipit Quando lei era buona

Non essere ricco, non essere famoso, non essere potente, nemmeno essere felice, ma essere civile – questo era il sogno della sua vita. Quando lasciò la casa, o baracca, di suo padre nei boschi del Nord dello stato, quali fossero le caratteristiche di una tale vita non avrebbe saputo spiegarlo; aveva in programma di viaggiare fino a Chicago per scoprirlo. Sapeva per certo quel che non voleva, cioè vivere come un selvaggio. Suo padre era un uomo violento e ignorante – cacciatore di pellicce, poi taglialegna e, negli ultimi anni della sua vita, sorvegliante alle miniere di ferro. La madre era una donna laboriosa e d’indole servile che non si sarebbe mai permessa di volere qualcosa di diverso da ciò che aveva; o se invece lo voleva, se invece era diversa da come sembrava, di certo non riteneva prudente parlare dei propri desideri di fronte al marito.

Incipit tratto da:

Quando Lucy era buona - Philip Roth

Incipit When She Was Good

Not to be rich, not to be famous, not to be mighty, not even to be happy, but to be civilized—that was the dream of his life. What the qualities of such a life were he could not have articulated when he left his father’s house, or shack, in the northern woods of the state; his plan was to travel all the way down to Chicago to find out. He knew for sure what he didn’t want, and that was to live like a savage. His own father was a fierce and ignorant man—a trapper, then a lumberman, and at the end of his life, a watchman at the iron mines. His mother was a hard—working woman with a slavish nature who could never conceive of wanting anything other than what she had; or if she did, if she was really other than she seemed, she felt it was not pr11dent to spea]< of her desires in front of her husband.

Incipit tratto da:

  • Title: When She Was Good
  • Author: Philip Roth
  • Publisher: Vintage
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Quando era ancora una bambina, Lucy Nelson ha vissuto il fallimento di un padre alcolizzato e violento che entrava e usciva di prigione. Da allora ha sempre cercato di correggere gli uomini intorno a lei: anche se questo poteva voler dire sacrificare se stessa nel tentativo.
Con i ritratti infallibili e precisi di Lucy e di Roy, il marito infantile e sfortunato, Roth ha creato un grande quadro della vita americana e dei suoi sentimenti, dei suoi desideri e dei suoi rancori, una visione allo stesso tempo spietata e piena di compassione.
Il terzo romanzo di Philip Roth, pubblicato nel 1967 e proposto oggi in una nuova traduzione, procede con la stessa ineluttabilità della tragedia greca.

Bibliografia Philip Roth