Timbuctú - Paul Auster
Incipit Timbuctú
Mr Bones sapeva che Willy non sarebbe rimasto a lungo in questo mondo. La tosse era dentro di lui da piú di sei mesi, e non c’era ombra di possibilità che se ne liberasse. Lentamente, inesorabilmente, senza mai deviare verso un miglioramento, il male aveva assunto vita autonoma, crescendo dal leggero rantolo catarroso nei polmoni del 3 di febbraio alle parossistiche danze di espettorazione e allo sputare convulso di piena estate. Tutti elementi già abbastanza tragici: ma nelle ultime due settimane si era insinuata nella musica dei bronchi una tonalità nuova - un che di rigido, martellante, pietroso - e ora gli attacchi erano così frequenti che praticamente non si interrompevano mai. Ogni volta che iniziavano, Mr Bones pensava che il corpo di Willy stesse per scoppiare a causa della pressione che deflagrava come un fuoco artificiale contro le pareti della sua cassa toracica. Immaginava che il gradino successivo sarebbe stato il sangue, e quando alla fine quel fatale momento arrivò, un sabato pomeriggio, fu come se tutti gli angeli del cielo avessero aperto la bocca e si fossero messi a cantare. Mr Bones ne fu testimone sul ciglio della strada fra Washington e Baltimora, mentre Willy espettorava nel fazzoletto qualche misero grumo rosso, e in quel luogo, in quel momento, seppe che anche l’ultimo filo di speranza era spezzato. L’odore della morte si era insediato in Willy G. Christmas e di certo, come è certo che il sole sia una lampada tra le nubi che si accende e si spegne ogni giorno, si stava avvicinando la fine.
Incipit tratto da:
- Titolo: Timbuctú
- Autore: Paul Auster
- Traduzione: Massimo Bocchiola
- Titolo originale: Timbuktu
- Casa editrice: Einaudi
Incipit Timbuktu
Mr. Bones knew that will wasn’t long for this word.
Incipit tratto da:
- Title: Timbuktu
- Author: Paul Auster
- Publisher: Picador
- Language: English
Risvolto di copertina / Trama
Mr Bones, eroe di questo nuovo romanzo di Paul Auster, è il cane fedele, compagno avventure e confidente di un poeta eccentrico e giramondo. Dalla casa di Brooklyn dove una notte William Gurevith vide e sentà Babbo Natale che gli parlava dal televisore e decise di conseguenza di assumere il nome d’arte di Willy G. Christmas, i due amici partono periodicamente per i loro vagabondaggi in giro per l’America. Ma la salute di Willy si fa di giorno in giorno piú malferma, e i manoscritti inediti del poeta rischiano con la sua morte di andare dispersi (Mr Bones, pur volendosene occupare, non garantisce di poterlo fare adeguatamente). Come Don Chisciotte e Sancio Panza prima di loro, Willy e Mr Bones partono dunque per la grande avventura: raggiungere a piedi Baltimora, dove Willy spera di ritrovare la sua amata professoressa di liceo, Bea Swanson. Ma Mrs Swanson sarà ancora viva? E se non lo è piú, chi impedirà a Willy di svanire in quell’altro mondo conosciuto da tutti come “Timbuctú”? Comico e commovente, questo romanzo è per prima cosa una storia d’amore. Un’altra vita aspetta Mr Bones quando Willy perderà la sua, e per quanto ricca di affetto, cibo e calore, essa non potrà mai restituirgli i momenti di profonda intimità vissuti con il suo primo, pazzo, visionario padrone.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)