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Underworld – Don DeLillo

Incipit Underworld

Parla la tua lingua, l’americano, e c’è una luce nel suo sguardo che è una mezza speranza.
E’ un giorno di scuola, naturalmente, ma lui non c’è proprio, in classe. Preferisce star qui, invece, all’ombra di questa specie di vecchia carcassa arrugginita, e non si può dargli torto – questa metropoli di acciaio, cemento e vernice scrostata, di erba tosata ed enormi pacchetti di Chesterfield di sghimbescio sui tabelloni segnapunti, con un paio di sigarette che sbucano da ciascuno.

Incipit tratto da:

    • Titolo: Underworld
    • Autore: Don DeLillo
    • Traduzione: Delfina Vezzoli
    • Titolo originale: Underworld
    • Casa editrice: Einaudi

Bibliografia Don DeLillo

Underworld di Don DeLillo

Incipit Underworld

He speaks in your voice, American, and there’s a shine in his eye that’s halfway hopeful.
It’s a school day, sure, but he’s nowhere near the classroom. He wants to be here instead, standing in the shadow of this old rust-hulk of a structure, and it’s hard to blame him – this metropolis of steel and concrete and flaky paint and cropped grass and enormous Chesterfield packs aslant on the scoreboards, a couple of cigarettes jutting from each..

Incipit tratto da:

  • Title: Underworld
  • Author: Don DeLillo
  • Publisher: Scribner
  • Language: English

Quarta di copertina / Trama
Un romanzo che fa esplodere la storia, i miti e la vita quotidiana dell’America del dopoguerra e ne ricompone i resti. In una vorticosa alternanza di epoche e figure, DeLillo costruisce un puzzle di microsequenze narrative dove protagonisti e comparse hanno lo stesso spazio, dove personaggi di finzione convivono con Lenny Bruce e con J. Edgar Hoover, il potente capo dell’FBI. Seguendo i passaggi di mano di una pallina da baseball, cimelio di una famosa partita fra Giants e Dodgers, si finisce da una costa all’altra, da una classe sociale all’altra, da un’etnia all’altra, in un destino collettivo dominato dalle immagini e dai rifiuti. Scorie nucleari, pattume generico, feticci sentimentali, erotici, artistici.
Un affresco dell’ America di ieri, di oggi e di domani come nei migliori film di Altman, ma con in piú la forza di una scrittura che ha fatto definire questo romanzo «il capolavoro della letteratura americana contemporanea».
Il 3 ottobre 1951, al Polo Grounds di New York, si gioca una leggendaria partita di baseball tra i Giants e i Dodgers. Della palla con cui viene battuto l’altrettanto leggendario fuoricampo che assicura la vittoria e il campionato ai Giants si impadronisce un ragazzino nero di Harlem. La palla viene via via rubata, venduta, regalata: la ritroveremo anni dopo in possesso di Nick Shay, un waste manager, un dirigente dell’industria del riciclaggio di origine italiana che nel ’51 era a sua volta un ragazzino, un passo piú in là, nel Bronx.
Nel romanzo di DeLillo i passaggi di mano della mitica palla sono il filo narrativo per la costruzione di un gigantesco quadro dell’America dall’inizio della guerra fredda fino al crollo dell’Unione Sovietica. Scorie (non solo atomiche) e cimeli (non solo dello sport) sono i «resti» anche metaforici dello scontro tra le forze della storia e gli ideali della nazione americana. La stessa metafora si incarna nel personaggio di Nick, in possesso del cimelio del baseball e incaricato dell’«occultamento» dei residui inesplosi della guerra mai combattuta.
Nel grande affresco di un cinquantennio compaiono, insieme ai personaggi inventati (oltre a Nick, Klara Sax, scultrice che trasforma il trash in opera d’arte, e decine di anonimi americani di ogni razza e cultura), i protagonisti della storia politica, sociale e mediatica del dopoguerra, da ]ohn Kennedy a Lenny Bruce, da J. Edgar Hoover a Frank Sinatra.
La penna di DeLillo spazia dalla partita di campionato alla festa di Truman Capote al Plaza di New York, dalle imprese del Texas Highway Killer alla tournée dei Rolling Stones, affondando nella microstoria e alzandosi sopra la Storia, utilizzando un originale e avvincente montaggio narrativo e i più diversificati linguaggi della nazione multirazziale.
(Ed. Einaudi; SuperCoralli)

Bibliografia Don DeLillo

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