La tregua – Primo Levi

Nei primi giorni del gennaio 1945

Incipit La tregua

Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell’Armata Russa ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta il bacino minerario slesiano. Mentre altrove, in analoghe condizioni, non avevano esitato a distruggere col fuoco o con le armi i Lager insieme con i loro occupanti nel distretto di Auschwitz agirono diversamente; ordini superiori (a quanto pare dettati personalmente da Hitler) imponevano di «recuperare», a qualunque costo, ogni uomo abile al lavoro. Perciò tutti i prigionieri sani furono evacuati, in condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono abbandonati a loro stessi. Da vari indizi è lecito dedurre la originaria intenzione tedesca di non lasciare nei campi di concentramento nessun uomo vivo; ma un violento attacco aereo notturno, e la rapidità dell’avanzata russa, indussero i tedeschi a mutare pensiero, e a prendere la fuga lasciando incompiuto il loro dovere e la loro opera.

Incipit tratto da:
Titolo: La tregua
Autore: Primo Levi
Casa editrice: Corriere della Sera

Bibliografia Primo Levi

Copertine di La tregua di Primo Levi
Quarta di copertina / Trama

La tregua, continuazione di Se questo è un uomo, è considerato da molti il capolavoro di Primo Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l’internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco.
L’avventura movimentata e struggente tra le rovine dell’Europa liberata – da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l’Ungheria e L’Austria, fino a Torino – si snoda in un itinerario tortuoso punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, vittime della stessa guerra: da Cesare, ” amico di tutto il mondo”, ciarlatano, truffatore, temerario e innocente, alle bibliche tradotte dell’Armata Rossa in disarmo. L’epopea di una umanità ritrovata, che cerca una nuova volontà di vivere, dopo il limite estremo dell’orrore e della miseria.
(Ed. Corriere della Sera; I grandi romanzi italiani)

Romanzo vincitore del Premio Campiello nel 1963

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