Né qui né altrove – Gianrico Carofiglio

La musica arrivava da una remota Bluegrass Radio

Incipit Né qui né altrove

La musica arrivava da una remota Bluegrass Radio, e Willie Nelson cantava You were always on my mind, quando squillò il telefono.
“Chi sono?”
Inequivocabilmente un seccatore, pensai senza riconoscere la voce.
“Non lo so, forse vuoi dirmelo tu?”
“Ehi, come sei serio. Essere troppo seri rallenta i riflessi, lo sai?”
Giampiero.
Giampiero Lanave.

Incipit tratto da:
Titolo: Né qui né altrove: Una notte a Bari
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Laterza

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertine di L'arte del dubbio di Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

Cercai di ricordarmi l’ultima volta che ci eravamo visti, e non ci riuscii.
Era partito senza salutare nessuno, o forse semplicemente senza salutare me.
Per un po’ di tempo mi chiesi per quale motivo lo avesse fatto; poi smisi
di farmi quella domanda. Forse perché la risposta non mi interessava,
o, più probabilmente, perché non volevo trovarla.
Rivedersi dopo oltre vent’anni con amici che non hai più cercato. Di giorno basterebbero pochi minuti per un saluto di circostanza, ma di notte è un’altra cosa. Di notte Bari può catturare e trasformarsi in un irreale cinema della memoria. Dove presente e passato, ricordi e invenzione si confondono, e l’età da cui le illusioni fuggono può ancora sfiorare il tempo in cui tutto era possibile.
(Ed. Superpocket; Bestseller)

Indice cronologico opere Gianrico Carofiglio

Ragionevoli dubbi – Gianrico Carofiglio

Quando Margherita disse che doveva parlarmi, pensai che aspettasse un bambino.

Incipit Ragionevoli dubbi

Quando Margherita disse che doveva parlarmi, pensai che aspettasse un bambino.
Era un tardo pomeriggio di settembre. Con tutta la luce drammatica dell’estate che finisce, che preannuncia la penombra e i misteri dell’autunno. Un buon momento per sapere che diventerai padre, pensai distintamente mentre ci sedevamo in terrazza, il sole basso alle nostre spalle.
“Ho avuto un’offerta per un nuovo lavoro. Un’offerta molto buona. Ma se l’accetto devo partire e stare fuori parecchi mesi. Forse un anno “.

Incipit tratto da:
Titolo: Ragionevoli dubbi
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertine di Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

«Oltre alle regole scritte – quelle del codice e delle sentenze che lo interpretano –, nei processi, nelle aule dei tribunali c’è una serie di regole non scritte. Queste ultime vengono rispettate con molta più attenzione e cautela. E fra queste ce n’è una che più o meno dice: un avvocato non difende un cliente buttando a mare un collega. Non si fa, e basta. Normalmente chi viola queste regole, in un modo o nell’altro, la paga. O perlomeno qualcuno cerca di fargliela pagare».
L’avvocato Guido Guerrieri deve correre questo rischio. C’è un uomo in carcere che si dichiara innocente, condannato in primo grado per traffico di droga. Le circostanze sono schiaccianti e lui stesso, in un primo momento, aveva confessato. Ma c’è però la possibilità che sia finito in una trappola orchestrata dall’avvocato di primo grado. Un maledetto imbroglio, dunque, che Guerrieri è restio a caricarsi, e non solo perché tutte le apparenze sono contro. Il detenuto non è una faccia nuova: ai tempi del movimento studentesco lo chiamavano Fabio Raybàn, picchiatore fascista ossessione dell’adolescenza di Guido. C’è anche una situazione personale ambigua che coinvolge l’avvocato in ogni senso: la fine forse di un amore, l’inizio pericolosissimo di un altro, e in ciascuno di questi incroci sembra materializzarsi lui, il detenuto che si proclama disperatamente innocente. Si moltiplicano da ogni lato ragionevoli dubbi.
Il meccanismo preciso degli intrecci ha la felicità e la facilità di introdurre il lettore nelle pieghe più avventurose e reali, legali, pratiche e umane, del sistema del processo e dell’inchiesta giudiziaria. Ma forse è il personaggio di Guerrieri la ragione di un fascino speciale: eroe riluttante e senza moralismo, malinconico e dotato di un naturale, soffice umorismo autoironico, «un personaggio meravigliosamente convincente» secondo la definizione del «Times».
(Ed. Sellerio; La memoria)

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Testimone inconsapevole – Gianrico Carofiglio

Ricordo molto bene il giorno prima – anzi il pomeriggio prima – che tutto cominciasse.

Incipit Testimone inconsapevole

Ricordo molto bene il giorno prima – anzi il pomeriggio prima – che tutto cominciasse.
Ero arrivato in studio da un quarto d’ora e non avevo nessuna voglia di lavorare. Avevo già controllato la posta elettronica, la posta cartacea, riordinato qualche carta fuori posto, fatto un paio di telefonate inutili. Insomma avevo esaurito tutti i pretesti e quindi mi ero acceso una sigaretta.
Adesso mi godo tranquillamente la sigaretta e poi comincio.

Incipit tratto da:
Titolo: Testimone inconsapevole
Autore: Gianrico Carofiglio
Casa editrice: Sellerio

Bibliografia Gianrico Carofiglio

Copertine di Testimone inconsapevole di Gianrico Carofiglio

Quarta di copertina / Trama

È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo, privo di tracce di violenza sessuale, viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce, del tutto inspiegabile, di cui è accusato, dopo rapide indagini, un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita. Abdou è davvero innocente? E come demolire la montagna accusatoria? Si dice che il rito processuale italiano non sia adatto al genere del legal thriller, tanto popolare nel mondo anglosassone. Ma il racconto di Carofiglio dipana il suo intreccio in un’aula di tribunale seguendo passo passo il lavoro di una Corte d’Assise, con i giudici, gli avvocati di difesa e di parte civile, la giuria popolare, il pubblico accusatore: e nel gioco di queste parti, nel fraseggio della noia e del colpo di scena, o dell’acuto retorico e dell’affondo micidiale di una controprova, riesce a creare la tensione dell’attesa, a insinuare il dubbio e, soprattutto, a suscitare l’attesa trepida di una giustizia liberatoria.
(Ed. Sellerio; La memoria)

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